Meteo e polemiche
|Ordinanze maltempo, Cisl scuola insiste: disparità di trattamento a Crotone
Continua il botta e risposta sulla decisione del sindaco Voce di sospendere solo le attività didattiche. La Cisl incalza il sindaco: “nel 2023 aveva chiuso tutto”.
CROTONE – Non si placa la polemica tra la Cisl Scuola ed il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, a proposito delle recenti ordinanze per l’allerta meteo che disponeva la sola sospensione delle attività didattiche delle scuole e non quella dell’intero edificio. A casa per sicurezza restavano quindi alunni e docenti, ma non il personale Ata che ha dovuto recarsi al lavoro. In una lettera inviata proprio al sindaco, la Cisl Scuola, attraverso il suo segretario, Caterina Brasacchio, aveva definito discriminatoria l’ordinanza.
Per tutta risposta il sindaco aveva sostenuto che non era la chiusura degli edifici scolastici a tutelare il rischio dell’incolumità in rapporto all’intensità dell’evento atmosferico, ma la riduzione del flusso di soggetti che frequentano determinati edifici e strutture pubbliche. Per questo l’ordinanza era destinata solo alle attività didattiche. Voce aveva passato il cerino ai dirigenti scolastici sostenendo che loro potevano disporre la chiusura di tutte le attività scolastiche.
La replica della Cisl non si è fatta attendere ed inizia proprio dalla questione dei dirigenti: “Ci preme ribadire – scrive Brasacchio – che i dirigenti scolastici non hanno il potere di assumere “misure ulteriori” (chiudere autonomamente gli istituti scolastici) quando l’evento riguarda fenomeni atmosferici di cui soltanto il Sindaco può disporne con propria ordinanza. Questa precisazione è fondamentale per chiarire il ruolo e le responsabilità delle diverse figure coinvolte nella gestione delle emergenze”.
Rischio per pendolari
Il sindacato ricorda che “il sistema di allerta arancione prevede comunque scenari preoccupanti e intensi con possibili allagamenti, forti temporali, raffiche di vento, fenomeni di esondazione in corrispondenza dei fiumi con bacino idrografico di rilevanti dimensioni” e fa notare retoricamente al primo cittadino: “Ricorderà bene che negli anni precedenti in città si sono verificate situazioni di disagio a seguito di fenomeni temporaleschi e che hanno causato notevoli difficoltà per il personale scolastico nel raggiungere gli istituti situati in città e in zone periferiche. Ad esempio, alcuni istituti scolastici sono situati in prossimità di torrenti (sede distaccata Istituto Gravina e Istituto Alcmeone situati in Via Giovanni Paolo II), così come la stazione ferroviaria e delle Autolinee Romano, e i restanti plessi scolastici diventano particolarmente difficili da raggiungere in situazioni meteorologiche intense”.
“Inoltre – sottolinea la Cisl Scuola – desideriamo riportare alla Sua attenzione le difficoltà che molti lavoratori affrontano per raggiungere Crotone dai paesi della provincia. Le condizioni delle strade, spesso impraticabili durante le allerte meteo, rappresentano un rischio significativo anche per il personale ATA. La chiusura delle scuole, in questi casi, non è solo una misura di prevenzione contro assembramenti, ma una tutela necessaria per chi è costretto a spostarsi su strade pericolose e che spesso si rivelano impraticabili per allagamenti o frane”.
Nel 2023 chiuso per tutti
La segretaria della Cisl Scuole fa notare come negli anni precedenti il sindaco avesse agito diversamente e cita altre ordinanze emesse appena nel 2023: “Sempre con il livello d’allerta arancione, nel corso dell’anno 2023 le Sue ordinanze hanno disposto la chiusura delle scuole e non la sospensione didattica (23 novembre 2023 ordinanza n. 479/2023; 26 settembre 2023 (ordinanza n. 394/2023); 20 maggio 2023 (ordinanza n. 223/2023); 3 aprile 2023 (ordinanza n.106/2023)”.
In provincia tutto chiuso
Infine, Cisl scuola riprende quanto avevamo sottolineato su il Crotonese dopo l’ordinanza del sindaco Voce del 13 gennaio che disponeva la sospensione della attività didattiche per il 14 gennaio. Avevamo notaro che tutti gli altri sindaci della provincia avevano disposto la chiusura totale delle scuole. Scrive a tal proposito Brasacchio: “Vorremmo anche sottolineare una questione legata alla disparità di trattamento tra il personale della stessa amministrazione che, purtroppo, ha riguardato gli istituti della città di Crotone e non quelli della Provincia dove gran parte dei Sindaci ha disposto la chiusura delle scuole con allerta arancione. Forse la città di Crotone è tra le poche a garantire elevati standard di sicurezza con allerta arancione?”.
Tono sbagliato
Non manca anche una replica al tono della lettera del sindaco. Cisl scuola “stigmatizza l’uso di espressioni come “sfugge”, “non risulta chiaro”, “improprio” e “sterili discussioni” nel contesto dell’intervento del sindaco. Riteniamo che tali termini non contribuiscano a un dialogo sereno e costruttivo, ma rischiano di sminuire la legittimità delle nostre osservazioni e il nostro ruolo nel rappresentare le preoccupazioni dei lavoratori. Il nostro obiettivo è quello di promuovere una discussione collaborativa, volta a trovare soluzioni condivise per garantire la sicurezza e il benessere di tutti. Restiamo disponibili per un incontro, certi che un dialogo aperto possa portare a soluzioni condivise e sostenibili”.




