Consiglio Crotone, l’involuzione della specie. Duello Voce Pingitore. Megna: ma vi siete drogati?
Urla e strepiti nella seduta di lunedì sera in occasione del confronto tra consigliere e sindaco
CROTONE – Altro che darwinismo. L’involuzione della specie – quella politica nello specifico – sembra inarrestabile. E peraltro non conforta affatto considerare che i protagonisti della pantomima andata in scena lunedì sera nell’aula del consiglio comunale, siano lo specchio fedele di questa comunità. Che la seduta si sarebbe ben presto trasformata in teatrino, con urla e strepiti alla fratelli Ferraiolo, era la più facile delle previsioni. La querelle tra il capogruppo Iginio Pingitore e il sindaco Voce sulle presunte intimidazioni subite dal primo per bocca del secondo era stata ampiamente anticipata su social e mezzi di informazione. Ma il confronto diretto in aula prometteva comunque spettacolo e così è stato. Pingitore ha riproposto la questione, ribadito che il sindaco è un latratore e che non è degno di ricoprire quella poltrona, poi ha lamentato che nessun collega consigliere gli ha espresso solidarietà, neppure una telefonata.
E Voce gli ha replicato di aver messo in piedi una farsa promettendo che aggiungerà alcune sue affermazioni alla querela per diffamazione e calunnia che sta per presentare nei suoi confronti. Con tono sprezzante ha quindi concluso che le intimidazioni, semmai, le potrebbe riservare a quanti eventualmente possono destargli preoccupazione dal punto di vista politico, non certo a Pingitore, eletto con appena ottanta voti contro gli oltre 16 mila ottenuti dal sindaco.
Per tutta la durata dell’arringa di Voce il consigliere Pingitore si è alquanto agitato, alzandosi dai banchi, avanzando minacciosamente verso l’emiciclo e i suoi urlacci si sono sovrapposti a quelli del sindaco in un crescendo di strepiti ai quali si sono aggiunti quelli del presidente del consiglio.
Un Mario Megna che, sempre più paonazzo, ha faticato non poco a tenere a bada il consiglio quando altri urlatori si sono affiancati al coro. Finché, attonito, ha lanciato il suo grido di guerra all’aula: “ma vi siete drogati?”.


