I veleni di Crotone
|La bonifica può attendere, a Roma per ribadire che sono tutti contro tutti
Il Ministero annuncia la sospensione dell’uso parziale del decreto nella parte relativa al deposito temporaneo sull’area
CROTONE – “La decisione della sospensione delle attività di deposito temporaneo in attesa di approfondimenti, in contestuale vigenza del divieto di conferimento nel territorio della Regione, è un atto di buon senso e che va nella direzione di non lasciare alcun rifiuto sul territorio, neanche temporaneamente”. Lo ha dichiarato il sindaco a stretto giro di posta al termine della conferenza dei servizi sulla bonifica industriale convocata questa mattina al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per le revisione del decreto direttoriale del primo agosto 2024.
Punto e a capo…
La sospensione è stata preannunciata dopo una lunga discussione nel corso della quale gli Enti locali hanno ribadito la loro contrarietà allo smaltimento delle scorie in Calabria. Di contro, Eni Rewind ha risposto mettendo nero su bianco le difficoltà a trasferirle oltre i confini nazionali per via delle restrizioni europee in tema di circolazione dei rifiuti. Il direttore generale del settore Economia circolare e Bonifiche del Mic, Luca Proietti, ha accennato ad una proposta in cantiere, ma senza andare oltre, riservandosi di comunicarla nei prossimi giorni.
Intanto ha preannunciato la sospensione del decreto direttoriale con il quale ha dato lo scorso anno il via libera allo stralcio del progetto di bonifica per l’avvio dei lavori sulla discarica di Armeria e sui suoli ex Pertusola Sud ed ex Agricoltura. “Un provvedimento di sospensione parziale, nella sola parte relativa all’autorizzazione al deposito temporaneo D15” informa il sindaco Voce da Roma. Che di fatto, però, blocca ulteriormente il progetto di bonifica nella sua interezza per mancanza di siti di smaltimento finale.
Lo spettro del Paur
Per la verita, Proietti – nonostante l’utilizzo del D15 sia legato alla modifica del Paur, l’autorizzazione unica regionale che vieta il conferimento dei rifiuti nei confini calabresi e che la Regione non sembra avere intenzione di modificare – ha invitato Eni Rewind ad avviare i lavori inizialmente previsti a partire dal 20 gennaio scorso, cominciando ad utilizzare il deposito. Ma senza garanzie sul sito finale di destinazione, la multinazionale non è disposta a muovere le ruspe, mentre continua a chiedere con insistenza l’utilizzo della discarica dei fratelli Vrenna in località Columbra.
In attesa che il direttore generale riveli la proposta completa del Ministero per uscire dall’impasse, la bonifica della vecchia area industriale langue, a distanza di cinque anni dall’approvazione del secondo progetto operativo di bonifica. “Chi paga per tutto questo tempo perso?” si chiede il sindaco Voce, accusando Eni Rewind di aver rincorso sistemi di bonifica inadeguati allo scopo, dagli “alberelli magici” (la fitorimediazione) alle “collinette dei veleni” (lo smaltimento in situ), mentre “le discariche all’estero esistevano solo che sono state ricercate in ritardo”.


