Atto aziendale Asp Crotone, Barberio (Pd): Voce, Ferrari e Ferraina chiedano a Occhiuto di impugnarlo
Il segretario di federazione del Partito democratico: “Il governatore a cui fa riferimento Brambilla è n loro alleato imponga al commissario una vera interlocuzione con le parti”
CROTONE – Si dice sorpreso il segretario della Federazione del Pd, Leo Barberio, su quanto sta accadendo nella sanità crotonese a seguito dell’approvazione dell’atto aziendale. Se da una parte c’è la “sorpresa” per la decisione di Brambilla di approvare il documento rompendo la tradizione della presentazione preliminare alla conferenza dei sindaci, dall’altra c’è anche la “sorpresa” politica per il segretario del Partido democratico.
“Mi sorprende molto la decisione del commissario Brambilla di pubblicare l’atto aziendale dell’Asp di Crotone senza sentire gli operatori del settore, i corpi intermedi e i sindaci del territorio. Sorge il dubbio, a questo punto, che la forzatura di Brambilla serva esclusivamente a raggiungere degli obiettivi previsti dal suo mandato così da poter rivendicare chissà quale vittoria” scrive in una breve nota Barberio che, però, nn manca di lanciare stilettate al centrodestra che governa il Paese, la Calabria e la sanità regionale.
“Resto ancor più stupito – scrive il segretario Barberio – dall’atteggiamento del sindaco Voce, del presidente della Provincia Ferrari e della referente di Fratelli d’Italia Simona Ferraina che brontolano contro Brambilla sapendo benissimo che la figura del commissario dell’Asp di Crotone risponde ad commissario alla Sanità che di nome fa Roberto Occhiuto e che sarebbe un loro alleato. Invece di chinare sempre il capo chiedano al presidente Occhiuto di impugnare l’atto ritirandolo ed imponendo a Brambilla una vera interlocuzione con le parti. Secondo il presidente dovremmo essere fuori dal commissariamento della sanità entro poche settimane, ma non si vede nei fatti uno straccio di miglioramento nella sanità della provincia. Ambulanze senza medico, emergenza urgenza totalmente inesistente, progetti di investimento fermi e ospedali ormai allo sbando. Non serve a nulla uscire dal commissariamento se queste sono le condizioni”.





