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Asp Crotone, Talerico (Fi): Brambilla oltre i suoi poteri, atto aziendale illegittimo

Per il consigliere regionale di maggioranza in regime di prorogati non poteva approvarlo

CROTONE – “L’atto aziendale dell’Asp di Crotone è illegittimo poiché adottato in regime di prorogatio”. A sostenerlo non è un sindacato o un sindaco inesperto, ma è il consigliere regionale di Forza Italia, Antonello Talerico. Un consigliere della maggioranza che sostiene il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, che ha nominato il commissario Antonio Brambilla per la guida dell’Asp di Crotone. Quel commissario che si è messo tutti i fedelissimi di Occhiuto contro: dal presidente della Provincia, Sergio Ferrari al sindaco di Crotone Vincenzo Voce, alla coordinatrice di Fdi, Simona Ferraina.
Nella tarda serata di lunedì, alla vigilia della conferenza stampa che il commissario Brambilla terrà martedì 11 febbraio al museo di Pitagora, arriva anche la presa di posizione di Talerico. Il consigliere regionale interviene sulle regole che disciplinano la sanità regionale.

Nessuna urgenza

“La procedura e l’adozione dell’atto aziendale (delibera n. 70 del 07.02.2025) dell’Asp di Crotone sono illegittime – ribadisce Antonello Talerico – in quanto il Commissario Brambilla ha adottato l’atto aziendale in regime di prorogatio, rispetto alla sua naturale scadenza”.
Il consigliere regionale spiega che “durante questo periodo di “prorogatio” potevano essere adottati atti di ordinaria amministrazione, atti urgenti e/o indifferibili, con l’indicazione dei motivi di urgenza e di indifferibilità. Tra questi atti non rientra assolutamente l’atto aziendale, che non è un atto né di ordinaria amministrazione, né urgente e né indifferibile”.

Consulenti esterni

Secondo Talerico, il commissario Brambilla, “il cui mandato è stato prorogato con l’intento di mantenere la stabilità amministrativa, si è spinto ben oltre i suoi poteri e competenze, addirittura”.
Inoltre, sottolinea il consigliere di Forza Italia, “l’atto aziendale è stato redatto da consulenti esterni utilizzando risorse pubbliche e, aspetto gravissimo senza alcun confronto e parere preventivo con le organizzazioni sindacali, i sindaci del territorio e/o le associazioni di categoria”.

Profili di illegittimità

Entrando nel merito del documento di programmazione dell’Asp, Talerico evidenzia “plurimi profili critici e di illegittimità” tra cui “la creazione di un mega dipartimento destinato a fungere da vertice per le strutture esistenti”. Per Talerico “questa nuova configurazione rischia di trasformarsi in una struttura che risponde a logiche personali e non a vere esigenze organizzative. Il nuovo assetto prevede una macro-struttura territoriale che, a detta di molti, ignora la realtà del nostro sistema sanitario, caratterizzato da un distretto unico suddiviso in due sub-distretti”.

Carrierismo

Il consigliere regionale di maggioranza sostiene che “al posto di una riorganizzazione forzata, sarebbe stato opportuno potenziare le strutture già esistenti, procedendo con assunzioni utilizzando le graduatorie prorogate dal Consiglio Regionale e, non già pubblicando avvisi pubblici di selezione ai sensi dell’art. 15 septies D. Lgs.vo n. 502/1992”.
Sul punto Antonello Talerico fa notare: “Tale approccio fa alimentare il sospetto che l’atto aziendale fatto in fretta e furia e violando ogni procedura e prassi, fosse finalizzato a soddisfare piuttosto esigenze di carrierismo e posizioni personali, anziché rispondere ai reali bisogni della sanità del territorio”.

Uoc e Uos prive di logica

Riguardo la riorganizzazione, Talerico ritiene che “così come disegnate da Brambilla le strutture complesse e semplici sono prive di logica funzionale, per esempio la farmacia territoriale non è una struttura quindi è solo una funzione mentre la salute della donna è uno Uosd. Non può esserci un solo dipartimento ospedaliero perché manca l’affinità tra le varie discipline mediche, ad esempio tra pediatria e oncologia”.

Nella sua analisi Talerico afferma che “il numero delle Unità operative semplici dipartimentali pare contrario a quello previsto DCA n. 54/2023, perché non rispetta il numero delle unità operative a valenza dipartimentale” e che “la previsione (mai vista in altro atto aziendale !) dei dipartimenti funzionali collocati all’interno del dipartimento ospedaliero non garantisce il funzionamento degli stessi ed anzi i dipartimenti funzionali così strutturati sono privi di potere gerarchico, così producendosi una ulteriore burocratizzazione dell’assetto sanitario”.

Nell’atto aziendale approvato il 7  febbraio da Brambilla il dipartimento amministrativo ha inglobato gli “affari legali”, che invece, spiega Talerico “dovrebbero essere autonomi ed inseriti come staff presso la Direzione Generale in quanto obbligatoriamente indipendenti per previsione di Legge”.

Poca trasparenza

Il consigliere regionale conclude tornando sullo ‘sgarbo istituzionale’ di Brambilla: “La mancata consultazione con tutti gli attori del settore sanitario, sindacati, autorità locali e associazioni di categoria, rendono – scrive il consigliere regionale – l’intera istruttoria e redazione dell’atto aziendale poco trasparente ed elusiva delle prerogative della partecipazione democratica e collegiale, queste finalizzate alle esigenze sanitarie reali di un territorio, quello crotonese, che ha ancora un gap importante da recuperare. L’intera comunità sanitaria crotonese attende ora un confronto serio e trasparente, capace di mettere al centro la salute dei cittadini, e non interessi personali e di carriera”.

Nuovo commissario

Il consigliere di maggioranza Antonello Talerico sostiene che “l’atto aziendale dell’Asp di Crotone andrà totalmente riscritto con il nuovo commissario/direttore generale, che il Presidente Occhiuto andrà a nominare nei prossimi giorni, in sostituzione del commissario Brambilla, anche per rilanciare la sanità crotonese”.