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Tridico (M5S): risolvere problema bonifica di Crotone o andremo alla Cedu

L’europarlamentare all’incontro “Ambiente, salute e sviluppo: la bonifica del Sin di Crotone”, Errigo: Regione e Ministero non hanno accertato se c’erano discariche adatte

CROTONE –  “Come ha cantato meravigliosamente Dario Brunori, la Calabria – ha ancora detto l’europarlamentare – è una terra in cui la neve si mescola al miele. Allora, noi che abbiamo un rapporto così forte con la nostra terra, dobbiamo difenderla e superare gli ostacoli che si presentano”. Usando la metafora del cantautore calabrese giunto terzo al Festival di Sanremo, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico ha annunciato l’intenzione di arrivare sino alla Corte europea dei diritti dell’uomo “se non venisse risolto il problema della bonifica del Sin di Crotone”.

Tridico lo ha detto a Crotone all’incontro “Ambiente, salute e sviluppo: la bonifica del Sin di Crotone”, promosso dal Movimento Cinque Stelle.
“La Cedu ha obbligato il governo italiano- a provvedere entro due anni alla compiuta bonifica della Terra dei fuochi”, ha aggiunto Tridico sottolineando il ruolo del M5s per la tutela di quel territorio, “grazie anche all’azione di Sergio Costa”.
“Le norme europee – ha sostenuto ancora – sono sempre più rigide e non si possono violare o scavalcare. La Commissione europea ha risposto a una nostra interrogazione proprio sulla bonifica del Sin di Crotone, sottolineando gli obblighi cui non possono sottrarsi lo Stato e la Regione, che sollecitiamo ad attivarsi in tempi rapidi. Difatti, il punto è che bisogna essere veloci, per restituire salute e dignità al territorio. Oltretutto, la Commissione Ue ha rimarcato anche l’esigenza di valorizzare il Sin. È anche la nostra linea: qui bisogna levare i rifiuti e valorizzare il patrimonio archeologico. C’è bisogno della responsabilità di tutti e noi continueremo a lottare finché non saremo soddisfatti”.

All’iniziativa ha preso parte anche Emilio Errigo, Commissario straordinario Sin, che ha di fatto dato le colpe dello stallo alla Regione ed al Ministero dell’ambiente e non all’Eni che era obbligata da un decreto del ministero dell’ambiente ad eseguire la bonifica portando via i rifiuti dalla Calabri: “il problema – ha detto Errigo – è stato che in Calabria è stato emanato, a giusta ragione il Paur, ma non si sono accertati, né Regione Calabria, né Ministero se in Italia ci fossero discariche per conferire i rifiuti pericolosi e quindi si sono trovati con questa limitata disponibilità ricettività”.
Errigo ha continuato: “E’ chiaro che in questi anni dal 2019 al 2023 si dovevano dare da fare per cercare di portare i rifiuti pericolosi il più veloce possibile all’estero, perché il nuovo regolamento europeo che entra in vigore a maggio 2025”.
Alla manifestazione hanno partecipato Elisabetta Barbuto, coordinatrice M5s della provincia di Crotone, e Francesco Zurlo, rappresentante del Gruppo territoriale crotonese