Audizioni in corso
|Bonifica ferma, commissione ecomafie e Eni Rewind: il problema sono le istituzioni locali
I parlamentari hanno iniziato lunedì le audizioni prima al sito industriale e poi in prefettura
CROTONE – “Per quanto mi riguarda i problemi per avviare la bonifica si chiamano Regione, Comune e Provincia non ce ne sono altri”.
Lo ha detto Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, dopo il sopralluogo nel sito industriale dell’ex Pertusola, da parte della commissione parlamentare ecomafie svolto lunedì 17 febbraio. Sopralluogo deciso dopo l’audizione a Montecitorio del commissario per la bonifica Emilio Errigo che nella parte secretata delle sue dichiarazioni, aveva denunciato il pericolo di infiltrazioni mafiose nella gestione dei lavori.
Il sopralluogo
“La bonifica è l’obiettivo di tutti – ha detto Jacopo Morrone, deputato della Lega, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, a conclusione del sopralluogo nel sito di interesse nazionale delle ex fabbriche di Crotone – se poi dall’altra parte non ci si trova d’accordo fra istituzioni penso che si faccia una brutta figura con tutti quanti i cittadini che si aspettano delle risposte. Vediamo che le ruspe sono ferme. Bisognerebbe capire come si può fare per farle muovere”.
La delegazione della commissione composta oltre che da Morrone anche da Dario Iaia (Fdi), Nicola Irto (Pd), Maria Stefania Marino (Pd) e Carla Giuliano (M5S), ha incontrato Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind che sta realizzando la bonifica.
“Noi siamo qua per accendere i riflettori e far vedere comunque che c’è una considerazione da parte dello Stato italiano – ha detto Morrone -. Come commissione di inchiesta cercheremo di sollecitare quelli che sono gli organi coinvolti. Comune, Provincia, Regione, il ministero ed il privato devono mettersi attorno a un tavolo e trovare la soluzione. Ho già parlato con il ministro, non tarderò a parlare con il presidente della Regione e anche con gli altri organi istituzionali che sono coinvolti. Da parte nostra c’è la volontà di spingere perché si porti avanti la bonifica”.
Il presidente della commissione ha concluso: “Penso che chi ha responsabilità politica deve avere anche la responsabilità di trovare una soluzione condivisa cercando di far andare d’accordo quelli che sono gli obiettivi o comunque le necessità di un territorio con quelle che sono le normative naturalmente in essere”.
L’ad di Eni Rewind
Il nodo della questione è il blocco delle attività di bonifica a causa della vicenda sul destino dei rifiuti. Gli enti locali e la Regione li vorrebbero fuori dalla Calabria come prevede il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur).
“Il Paur è un vincolo politico senza nessuna istruttoria tecnica e con delle motivazioni che si sono rivelate non corrette – ha detto Grossi -. Noi siamo molto determinati a portare avanti la bonifica, abbiamo già eseguito tutto quello che era eseguibile e saremmo partiti con gli scavi il 20 gennaio se Sovreco (la discarica di Crotone destinata a smaltire i rifiuti, ndr) non fosse stata bloccata in primis dalle diffide della Regione e degli altri enti locali. Abbiamo detto chiaramente da tempo che c’è una normativa europea, non da oggi ma dal 1994 che prevede di smaltire i rifiuti in prossimità delle zone dove sono stati prodotti, c’è un regolamento europeo vigente dal 2006 ed nuovo regolamento già in corso che vieterà lo smaltimento all’estero”.
Grossi ha poi precisato, riguardo alla visita della commissione ecomafie decisa dopo l’audizione secretata del commissario alla bonifica, Emilio Errigo, che: “Io non sono a conoscenza di problemi. Posso dire chiaramente la bonifica oggi non è avviata e gli scavi in particolare sono fermi perché a gennaio la Regione, il Comune e la Provincia hanno fatto una diffida”.




