All’abbazia florense la mostra de il Crotonese sul naufragio di Cutro: momento di cittadinanza attiva
La mostra è aperta ogni giorno dalla 9 alle 18, orario continuato, nella sala Marra dell’Abbazia florense.
SAN GIOVANNI IN FIORE – Resterà esposta fino al prossimo 15 marzo a San Giovanni in Fiore la mostra fotografica sul naufragio di Steccato di Cutro, ‘I sogni attraversano il mare’ realizzata dal bisettimanale il Crotonese attraverso gli scatti del direttore Giuseppe Pipita che è stato il primo giornalista ad arrivare sulla spiaggia nella drammatica mattina del 26 febbraio 2023.
La mostra è stata allestita nella Sala Marra, del museo demologico della splendida Abbazia florense.
Sono 94 foto, tante quante le vittime di quella strage, attraverso le quali si ripercorrono le fasi più drammatiche del naufragio, ma anche viene raccontata la reazione della comunità davanti alle 94 bare nel Palamilone e la solidarietà del popolo crotonese e calabrese verso i superstiti ed i familiari delle vittime. La mostra è stata voluta dai Licei di San Giovanni in Fiore e gode del patrocinio del Comune florense,
“Un’opera intensa – ha detto il sindaco di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succuro, all’inaugurazione – che racconta per immagini la tragedia di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, dramma che ha segnato profondamente le coscienze di noi tutti. L’iniziativa, che come Comune abbiamo patrocinato, è stata un momento di riflessione e di consapevolezza, soprattutto per gli studenti del Liceo scientifico cittadino, che ringrazio insieme alla dirigente scolastica Angela Audia, al professore Giovanni Iaquinta e a tutto il corpo docente per aver promosso un appuntamento così importante.
Davanti alla vita e ai diritti umani non ci possono essere divisioni. Il soccorso ai migranti, la tutela dei più deboli e l’accoglienza sono valori universali, che, come ci esorta il Papa, devono appartenere a tutti”.
La dirigente scolastica, Angela Audia ha sottolineato l’importanza di proporre agli studenti momenti che possano aiutarli a creare lo spirito critico conoscendo quanto accade intorno a loro: “E’ necessario aprirsi al territorio – ha detto la dirigente –. Su temi così importanti la scuola è chiamata a mettere delle gocce nell’oceano della conoscenza. Questo è un percorso di cittadinanza attiva per far comprendere l’importanza della accoglienza della conoscenza delle persone straniere che portano arricchimento attraverso la loro esperienza, le loro abitudini e la loro cultura”.

L’iniziativa è stata promossa dal professore Giovanni Iaquinta: “Noi dobbiamo considerarci parte di un tutto, di tutti i flussi che si muovono nel mondo. Parlare di immigrazione vuol dire fare un discorso sul futuro. Siamo profondamente convinti che l’accoglienza sia un atto dovuto, un atto morale, un valore insopprimibile perché il mondo è squilibrato nelle ingiustizie. La tragedia di Cutro è una ferita insanabile che nessuno potrà dimenticare e, anche attraverso queste foto, dobbiamo domandarci cosa fare quotidianamente per non assistere a pagine così brutte dell’umanità. Quello che accade è una contaminazione culturale per considerare lo straniero non una minaccia ma una risorsa”.
Don Claudio Albanito, rettore dell’Abbazia florense, ha parlato “della paura, che genera l’odio razziale, e della necessità di contrastarla con l’impegno e con l’esempio”.
Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato anche il direttore Giuseppe Pipita che ha ricordato quei giorni difficili evidenziando come, da quella tragedia, sia nata però una consapevolezza diversa dei migranti: “Erano tutte famiglie che scappavano dai loro Paesi perché perseguitati, perché rischiavano ogni giorno la loro vita. Persone che hanno preferito correre il rischio di mettersi in mare piuttosto che la certezza di morire nella loro terra. Hanno preferito rischiare in cerca di un futuro lasciando luoghi dove non avevano futuro. La mostra ha un titolo provocatorio, ‘I sogni attraversano il mare’, perché di quelle 94 persone decedute a Steccato di Cutro solo i sogni, attraverso i loro oggetti, i loro vestiti, hanno raggiunto l’Europa, quell’Europa che continua ad alzare mura invece di accogliere”.
La mostra è aperta ogni giorno dalla 9 alle 18, orario continuato, nella sala Marra dell’Abbazia florense.


