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Crotone, cinque indagati per la brutale aggressione al poliziotto che ha ucciso Francesco Chimirri

Notificato l’avviso di conclusione indagine della Procura della Repubblica per tentato omicidio

CROTONE – Sono cinque le persone indagate, a vario titolo, per il pestaggio del vice ispettore della Polizia di Stato, Giuseppe Sortino, avvenuto il 7 ottobre 2024 nel contesto della morte di Francesco Chimirri, il pizzaiolo di Isola Capo Rizzuto morto proprio durante una colluttazione l’agente di polizia .
I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, hanno notificato lunedì 17 marzo gli Avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla procura della Repubblica di Crotone nei confronti di quattro familiari di Francesco Chimirri e di un 25enne di Crotone.

Gli indagati

Si tratta di Domenico Chimirri (18 anni) e Domenico Chimirri (67 anni) figlio e padre della vittima, e di Antonio Chimirri (41 anni) e Mario Chimirri (36 anni), fratelli di Francesco che sono indagati per tentato omicidio, aggravato, lesioni personali pluriaggravate, resistenza e violenza a un Pubblico Ufficiale in concorso, porto abusivo e illegale delle armi o degli oggetti, atti a offendere, in concorso. I quattro erano stati arrestati e condotti in carcere il 6 dicembre 2024.
Successivamente, però il Tribunale del riesame di Catanzaro, decidendo sull’istanza di riesame proposta dagli avvocati Andrea Filici e Tiziano Saporito, aveva revocato la misura cautelare in carcere disponendo i domiciliari.
In particolare per il Riesame restano indagati per il tentato omicidio di Giuseppe Sortino solo Domenico Chimirri (anche per lesioni personali) ed Antonio Chimirri, mentre devono rispondere di lesioni Mario e Domenico Chimirri (padre della vittima).
L’avviso di conclusione indagine è stato notificato anche Bruno Luchetta 25 anni di Crotone che deve rispondere di favoreggiamento: pur avendo l’avvio dell’aggressione a Sortino da parte di Francesco e Domenico Chimirri (2006), non lo aveva raccontato ai carabinieri.
Per la morte di Chimirri l’ispettore di polizia, Giuseppe Sortino, invece è attualmente indagato per omicidio colposo in un altro procedimento. In questo caso le indagini non sono ancora concluse.

Il fatto

Sortino mentre si stava recando alla Questura di Crotone, ove avrebbe dovuto prendere servizio, dopo aver notato un’autovettura guidata da Francesco Chimirri e con a bordo il figlio Domenico, che stava percorrendo la S.S. 106 a una velocità elevatissima, con un andamento  pericoloso per gli altri utenti della strada e che aveva già cagionato due lievi collisioni con altrettanti veicoli, decise di seguirla e si è fermato nella via Don Giuseppe Puglisi del quartiere Lampanaro di Crotone.
Qui ha chiesto agli occupanti del veicolo delle delucidazioni sulla condotta di guida e d’identificarsi, ma è stato  percosso con pugni alla testa. Il poliziotto ha anche tentato di prendere uno sfollagente che però gli è caduto ed è stato usato da Chimirri per colpire l’agente.
All’aggressione iniziale ha assistito anche Luchetta che era arrivato a Lampanaro con la sua auto che era stata danneggiata dall’urto con quella di Chimirri. Le indagini dei carabinieri hanno appurato che, già dall’inizio della colluttazione il viceispettore si fosse qualificato come un appartenente alle Forze di Polizia e gli stessi, nonostante ciò, avessero proseguito nella loro azione, tentando finanche di ucciderlo.

Video sui social

Il prosieguo della vicenda è stato minuziosamente ricostruito dai carabinieri attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza private, dai video realizzati da alcuni cittadini e postati sui social, dalle testimonianze e dalle intercettazioni telefoniche. Grazie a questi elementi si è appurato che il poliziotto, prima percosso solo da Francesco Chimirri e dal suo figlio, era stato, successivamente, raggiunto anche dagli altri tre loro familiari, che hanno proseguito nell’aggressione cagionandogli delle lesioni gravissime, che, solo per un mero caso fortuito e accidentale, non hanno condotto al suo decesso: si ricorderà che Domenico Chimirri (2006) raccogliendo ed impugnando la pistola dell’agente aveva tentato di sparargli, quando era per terra e in ginocchio, ma non era riuscito a fare fuoco.