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Vertenza Network Contact Crotone, i silenzi di Poste Italiane. Martedì incontro da Occhiuto

Presidio davanti alla sede centrale di Poste Italiane di Crotone per chiedere di intervenire nella vicenda che mette a rischio 90 posti di lavoro

CROTONE – Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto,  martedì 1 aprile alle ore 18 alla cittadella regionale riceverà una delegazione di dipendenti della Network Contact della sede di Crotone che, nei giorni scorsi, ha annunciato il licenziamento di 90 persone. La notizia è stata data dal presidente della provincia Sergio Ferrari, e dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, al presidio di protesta svolto nella mattina del 31 marzo davanti alla filiale di Poste Italiane di via Paternostro di Crotone.

Contratto telecomunicazioni

Una protesta nata a livello nazionale per chiedere al governo il rinnovo del contratto di lavoro delle Telecomunicazioni che è scaduto da tre anni, ma che a Crotone si interseca con diverse vertenze che riguardano il mondo dei call center. Alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil, infatti erano presenti sia i lavoratori a progetto dell’ex Abramo che i dipendenti della Network Contact . Mentre per i primi, come annunciato da sindacati ed assessorato regionale del lavoro, la vertenza sembra sulla via della soluzione con assunzioni annunciate entro Pasqua, per i secondi si è aperto lo spettro della disoccupazione.

sciopero Network Connect

Licenziamento per 90

L’azienda Network Contact a Crotone occupa 233 persone che lavorano sulla commessa di Poste Italiane. La riduzione riguarda 90 lavoratori, di cui 86 operatori e 4 Team Leader. Network Contact, fa parte dell’associazione Assocontact che da giorno 1 febbraio 2025 ha disdetto il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni per applicarne uno nuovo firmato da un unico sindacato, la Cisal, che non ha rappresentatività nel settore.
La loro vertenza è quella che preoccupa di più anche per il silenzio di Poste Italiane che, sia sulla vicenda contratto che su quella dei licenziamenti, non ha proferito parola.  Per questo la protesta del 31 marzo si è svolta davanti all’ufficio centrale di Poste Italiane di Crotone, per chiedere all’azienda statale di far rispettare all’azienda alla quale ha affidato la commessa del Digital ed assistenza Poste Pay, i diritti dei lavoratori.

Sindacati all’attacco di Poste

“Poste sta abbandonando il tessuto sociale italiano – dice Alberto Ligato, segretario regionale di Slc Cgil -. Qui ci sono lavoratori di un’azienda che ha applicato un contratto pirata e poi avviato i licenziamenti nel silenzio assoluto di Poste che, mentre fa operazioni finanziarie acquisendo Tim, abbandona i territori. E’ strano che Network Connect, grazie alla clausola sociale, assuma lavoratori che per dieci anni hanno operato per la commessa Poste senza problemi e dopo appena un anno scopre che il volume delle commesse non supporta il numero dei dipendenti”.

I dispettucci di Poste Italiane

Il segretario provinciale della Uil Crotone, Fabio Tomaino, evidenzia: “Poste Italiane ha dato una commessa ad un’azienda che, scopriamo oggi, era indebitata. Se l’azienda non rispetta criteri contrattuali gli si toglie commessa e si passa ad un’altar impresa insieme ai lavoratori. Non si fanno, come pare faccia Poste italiane, i ‘dispettucci’ facendo calare il volume della commessa che penalizza solo i lavoratori che vengono licenziati”. Tomaino ha anche chiesto che “la triplice intesa istituzionale a Crotone, formata da Regione, Provincia e Comune faccia da barriera per tutelare i lavoratori”.
Poco dopo sono arrivati Ferrari e Voce ad annunciare l’incontro alla Regione al quale parteciperanno, oltre che ad una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, anche il vicesindaco Sandro Cretella ed il vicepresidente della provincia, Fabio Manica.