San Giovanni in Fiore
|Abbazia Florense: salva la storica colonia di taccole, esempio virtuoso di biodiversità urbana in Calabria
Grazie all’intervento sinergico tra il Gruppo Locale di Conservazione LIPU Sila, il Comune di San Giovanni in Fiore, e le imprese coinvolte nei lavori di restauro
SAN GIOVANNI IN FIORE – La storica colonia di taccole (Coloeus monedula) dell’Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore è stata ufficialmente salvata, diventando un esempio concreto di tutela e conservazione della biodiversità urbana in Italia.
Grazie all’intervento sinergico tra il Gruppo Locale di Conservazione LIPU Sila (GLC LIPU SILA), il Comune di San Giovanni in Fiore, e le imprese coinvolte nei lavori di restauro, è stato raggiunto un risultato esemplare: il rispetto della fauna selvatica durante la ristrutturazione del più importante “Monumento Vivo” della Calabria.
Monumento vivo
L’Abbazia Florense, fondata nel 1215 da Gioacchino da Fiore, non è solo un patrimonio storico-architettonico, ma anche un scrigno di biodiversità urbana. Le antiche buche pontaie, fondamentali per la nidificazione delle taccole e di altre specie protette (rondoni, rapaci notturni, passeriformi), sono state mantenute intatte, assicurando la continuità ecologica del sito.
Il censimento e l’inserimento dell’Abbazia tra i 69 “Monumenti Vivi” italiani è stato possibile grazie al lavoro di Gianluca Congi, coordinatore del GLC LIPU Sila e vicepresidente nazionale della Società Ornitologica Italiana. Fondamentale anche la collaborazione con Mauro Ferri dell’Associazione Monumenti Vivi – Siti importanti per la Fauna, impegnata nella valorizzazione del patrimonio naturale nei centri urbani.
Il progetto si inserisce all’interno dell’iniziativa UrBio – Monitoraggio della biodiversità urbana, con San Giovanni in Fiore come primo comune calabrese monitorato.
Buche pontaie intatte

I Corvidi nidificano in un’ala laterale del complesso abbaziale. Nello scorso mese di febbraio, il GLC SILA ha prodotto e inviato una dettagliata relazione tecnica, con proposte e soluzioni per salvare la colonia ed evitare la chiusura delle originarie buche pontaie. Gianluca Congi, ha avviato un’intensa attività di interlocuzione e confronto con il comune di San Giovanni in Fiore (RUP-Ing. Luigi Borrelli, supportato dall’Arch. Antonio Lopetrone) e con l’Ing. Michele Colistro, direttore dei lavori assieme all’Ing. Enrico Calizza per conto della Gesit Engineering S.R.L. di Roma.
La grande disponibilità e sensibilità dimostrata sin da subito da parte del comune di San Giovanni in Fiore, guidato dalla sindaca Rosaria Succurro, dalla Gesit Engineering S.R.L, dalla Falvo Costruzioni SRL (Dott.ssa Francesca Falvo e Ing. Agostino De Cicco) nonché anche dal collaudatore Arch. Tullio Cusani, hanno permesso di raggiungere un importantissimo risultato in tema di concreta tutela e conservazione della biodiversità urbana.
La storica colonia di taccole dell’Abbazia Florense è salva, le buche pontaie, così come costruite 810 anni fa, resteranno intatte per poter consentire alle taccole e ad altre specie di uccelli protette (piccoli passeriformi, rapaci notturni, rondoni) di vivere serene e in perfetta armonia con gli esseri umani, amici e non nemici!
Un modello di ecologia urbana replicabile
Questo intervento rappresenta un caso-studio di best practice per l’ecologia urbana, dimostrando come sia possibile restaurare un monumento storico rispettando la fauna che lo abita. La collaborazione tra tecnici, amministrazioni, imprese ed esperti ha permesso una ristrutturazione sostenibile, in piena armonia con la natura urbana.
L’Abbazia Florense è oggi un simbolo di convivenza tra uomo e natura, in un contesto urbano che spesso dimentica la necessità di proteggere gli habitat naturali nelle città.


