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Bonifica, mobilitazione a Crotone: il 12 aprile in piazza contro ordinanza del commissario

“Crotone non può essere sacrificata per logiche economiche e decisioni autoritarie. La voce del territorio deve essere ascoltata e rispettata”.

CROTONE – Una manifestazione di piazza il 12 aprile per dire no all’ordinanza con la quale il Commissario straordinario per la bonifica del Sin Crotone-Cassano-Cerchiara, generale Emilio Errigo, ha ordinato l’immediato avvio della bonifica ad Eni Rewind disponendo anche l’invio dei rifiuti pericolosi alla discarica di Crotone.
È quanto è stato deciso domenica 6 aprile nel corso della riunione promossa dall’Arci di Crotone con le associazioni ed i cittadini contrari all’iniziativa del generale nominato dal governo Meloni a gestire la bonifica dell’area industriale.

Comitato: no a imposizioni dall’alto!

L’incontro, svolto presso la sede dell’Arci ‘Spalatori di nuvole’, ha prodotto la costituzione del comitato ‘Ambiente e Salute’ che, insieme ad altri movimenti civici, ha espresso il proprio rifiuto categorico a una gestione imposta dall’alto, senza dialogo e confronto.
L’ordinanza di Errigo , si legge in un documento redatto a conclusione della riunione, “rappresenta una grave violazione dei principi democratici e del diritto dei cittadini a partecipare alle decisioni che riguardano il loro territorio. Impone il conferimento dei rifiuti alla discarica “Sovreco” di Crotone, ignorando il parere contrario espresso dalla quasi totalità delle istituzioni locali, delle forze sociali e dei comitati cittadini”.

Diritto ad essere coinvolti

In attesa della manifestazione indetta per il 12 aprile senza bandiere e simboli, viene sottolineato che “questa decisione unilaterale viola il principio di partecipazione garantito dalla Costituzione italiana e dagli strumenti di democrazia ambientale previsti dalla Convenzione di Aarhus, che stabilisce il diritto dei cittadini di essere informati e coinvolti nei processi decisionali sulle questioni ambientali, e compromette il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano, garantito dall’ articolo 9 della Costituzione”.

Il commissario ignora i risorsi al Tar

Evidenziando che anche il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ed il presidente della Provincia, hanno condannato pubblicamente l’ordinanza, “denunciandone il carattere arbitrario e il contrasto con i tavoli tecnici avviati per individuare soluzioni condivise”, il comitato ricorda che “la decisione del Commissario inoltre, ignora i ricorsi pendenti al Tar della Calabria, promossi dagli enti locali, che attendono una revisione giuridica della questione”.
Il comitato Ambiente e salute chiede “la revoca immediata dell’Ordinanza e le dimissioni del Commissario straordinario, “per la sua completa perdita di fiducia e credibilità istituzionale”.

Le richieste: chi inquina paga

Serve, inoltre, “l’avvio di un piano di bonifica partecipato e trasparente, con il coinvolgimento delle università e degli enti scientifici per garantire interventi realmente efficaci e sicuri” e l’applicazione rigorosa del principio “chi inquina paga”, imponendo a ENI spa la piena assunzione di responsabilità economica e operativa per i danni ambientali causati”.
“Crotone – conclude la nota – non può essere sacrificata per logiche economiche e decisioni autoritarie. La voce del territorio deve essere ascoltata e rispettata”.