Omicidio a Lampanaro
|Aggressione poliziotto, i legali dei Chimirri: “Comune parte civile? Scelta singolare e inspiegabile”
“È fatto notorio, e facilmente verificabile, che innumerevoli e altrettanto drammatici procedimenti penali per fatti di sangue che hanno colpito la comunità crotonese negli anni, non hanno mai visto la costituzione di parte civile del Comune di Crotone”
CROTONE – Una scelta “singolare” alla luce della prassi adottata dal Comune di Crotone in casi simili negli anni passati. Così gli avvocati Andrea Filici e Tiziano Saporito, legali di Antonio, Domenico, Mario e Domenico Chimirri, definiscono la decisione del Comune di Crotone di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i loro assistiti. I quattro sono imputati per l’aggressione al vice ispettore della Polizia di Stato, Giuseppe Sortino, al culmine della quale, il 7 ottobre 2024, venne ucciso, da un colpo di pistola – sparato dal poliziotto -, Francesco Chimirri, pizzaiolo di 44 anni.
Sul banco degli imputati ci sono Domenico Chimirri, 18 anni, e Domenico Chimirri, 67 anni, figlio e padre della vittima; Antonio Chimirri, 41 anni, e Mario Chimirri, 36 anni, fratelli del pizzaiolo ucciso. Sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio aggravato, lesioni personali pluriaggravate, resistenza e violenza a un pubblico ufficiale in concorso, porto abusivo e illegale di armi o oggetti atti a offendere in concorso.
I legali dei Chimirri contestano la decisione del Comune di Crotone. Pur prendendo atto della volontà dell’Ente comunale di voler “tutelare i valori fondanti della convivenza civile” e di “ribadire il proprio ruolo attivo nella difesa della legalità e della giustizia”, gli avvocati Filici e Saporito non nascondono le proprie perplessità: “È fatto notorio, e facilmente verificabile, che innumerevoli e altrettanto drammatici procedimenti penali per fatti di sangue o comunque connotati da grave violenza che hanno colpito la comunità crotonese negli anni, non hanno mai visto la costituzione di parte civile del Comune di Crotone”.
Per i due avvocati, la linea di condotta dell’amministrazione crotonese è inspiegabile: “Tale costante astensione da interventi in sede penale a tutela della collettività, in contesti non meno lesivi del tessuto sociale e umano, rende la decisione odierna, relativa al procedimento in questione, un’eccezione inspiegabile sulla base dei meri princìpi di legalità e giustizia dichiarati”.
La difesa evidenzia inoltre il rischio di una strumentalizzazione del concetto stesso di legalità da parte delle Pubbliche Amministrazioni: “Nel contesto attuale, l’invocazione del concetto di ‘legalità’ da parte delle Pubbliche Amministrazioni rischia talvolta di apparire come un pretesto o, peggio, uno strumento di posizionamento, piuttosto che l’espressione di un impegno coerente e generalizzato a tutela della collettività. È fin troppo agevole intuire come, in assenza di una prassi consolidata di intervento in casi analoghi, la motivazione sottesa alla costituzione di parte civile nel procedimento a carico della famiglia Chimirri possa risiedere in considerazioni estranee alla pura e semplice difesa dei valori civili e della legalità”.
Infine, Filici e Saporito confermano la fiducia nella magistratura e annunciano che non escludono azioni legali a tutela dei propri assistiti: “La difesa si riserva ogni più opportuna azione nelle sedi competenti per tutelare i diritti e l’immagine dei propri rappresentati di fronte a quella che appare come una strumentalizzazione della giustizia penale”.


