Logo

Temi del giorno:

“Indagatemi per calunnia”: da presidente Enpa Crotone provocazione contro omissioni Enti sul randagismo

Giuseppe Trocino scrive alla Procura di Crotone: “Diffamo da anni Sindaci e Direttori ASP che ignorano la legge. Se ho torto, processatemi. Se ho ragione, agite.”

CROTONE – Ho diffamato e calunniato per anni i sindaci ed i direttori generali dell’Asp di Crotone, per questo chiedo al Procuratore della Repubblica di Crotone di indagarmi per questi reati.

La provocatoria autodenuncia è di Giuseppe Trocino, presidente dell’Ente nazionale protezione animali di Crotone, che ha scritto al procuratore Domenico Guarascio per farli sapere che “sono anni che diffamo e calunnio impunemente, con denunce e comunicati stampa, i vari Sindaci e Direttori Generali che ritengo hanno omesso ed omettono di ottemperare a quanto prescritto dalla normativa vigente in materia di prevenzione del randagismo”.

Una iniziativa quella di Trocino che arriva al culmine dell’indifferenza degli enti locali e dell’Asp nel mettere in pratica la legge contro il randagismo che è del 1991.
Trocino fa sapere al procuratore che spesso a farne le spese sono quelle persone che si impegnano per la tutela ed il benessere degli animali: “Di fronte all’assenza e al disinteresse delle Istituzioni – scrive il presidente di Enpa -, i cittadini sensibili tentano, loro malgrado, di mettere in salvo quanti più animali possibile, impegnando soldi propri e sottraendo tempo alle proprie famiglie. Alcuni cittadini finiscono per accogliere nella loro proprietà un numero consistente di cani abbandonati con tutto ciò che ne consegue in termini di costi di mantenimento e contrasti con i vicini che, nei casi più estremi, terminano con denunce e prelievo coatto degli animali da parte del Comune e/o ASP che ne ordinano la deportazione nei canili privati gestiti da società che antepongono il lucro al benessere degli animali”.

L’altra faccia della medaglia sono quei “cittadini meno sensibili, alcuni intolleranti e persino malvagi” che, sottolinea Trocino “di fronte all’assenza delle Istituzioni, si sentono liberi di risolvere motu proprio il fastidio che gli deriva dalla presenza di un cane o gatto randagio, sino ad arrivare a compiere atti delinquenziali quali quelli di diffondere esche avvelenate sul territorio”.

Il presidente dell’Enpa di Crotone porta a conoscenza del Procuratore della Repubblica che “negli ultimi 34 anni, da quando è entrata in vigore la legge 281 del 1991, la maggior parte dei Comuni della Provincia di Crotone – per non dire il 99% – ha omesso di impegnare risorse economiche per la prevenzione del randagismo mentre l’Azienda Sanitaria Provinciale ha omesso di creare un’unità operativa deputata esclusivamente alla problematica del randagismo”.

Ad alimentare il fenomeno del randagismo, quindi, c’è un metodo tutto italiano del “rimpallo di competenze o scarica barile, che dir si voglia, tra gli Enti preposti a risolvere il problema”  che “ha reso vani tutti gli sforzi compiuti dalle individualità locali: volontari, veterinari pubblici, operatori di polizia”.

Il risultato nella provincia di Crotone è che si assiste al continuo abbandono di animali, all’avvelenamento di cani, gatti e selvatici, al girovagare per i paesi di cani deperiti, affetti da malattie infettive ed esposti ad ogni tipo di pericolo e cattiveria umana. “Il tutto – ribadisce il presidente dell’Enpa – nel disinteresse di rappresentanti istituzionali pagati con soldi pubblici per risolvere un problema che in troppi, quasi tutti, preferiscono ignorare”.

Per questi motivi, Giuseppe Trocino chiede al procuratore Guarascio “di esercitare l’azione penale nei miei confronti così che venga accertato, una volta per tutte, se lo scrivente è un diffamatore e calunniatore seriale ovvero se Sindaci e Direttori Generali ASP meritano una punizione terrena (la punizione divina, sono certo, arriverà) per omissione di atti d’ufficio, maltrattamento di animali, diffusione di una malattia delle piante o degli animali e chissà per quali altri reati”.