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Il virtuoso della chitarra fingerstyle si esibisce per la prima volta nella sua città d’origine, chiudendo il tour europeo con uno show sorprendente tra cover, invenzioni tecniche e omaggi emozionanti.

CROTONE – Standing ovation. Tutti in piedi nel teatro Scaramuzza di Crotone per Luca Stricagnoli, artista dalle radici crotonese conosciuto in tutto il mondo ma che nella sua città non aveva mai suonato. Lo ha fatto il 19 aprile, alla vigilia di Pasqua, grazie al Comune di Crotone che è riuscito finalmente a trovare una data libera nel suo tour mondiale.
Luca Stricagnoli, davanti ad amici e parenti di Papanice e Crotone, e ad un pubblico di appassionati ha letteralmente incantato i presenti al teatro comunale con un concerto formidabile.
Sul palco c’è solo lui e le sue incredibili chitarre che Luca Stricagnoli grazie alle quali sembra che a suonare sia un’orchestra.
Arriva a suonare quattro chitarre e mezzo contemporaneamente Luca Stricagnoli, per eseguire cover di grandi brani (da Shape Of My Heart di Sting a Thunderstruck degli AC/DC, da The Sound Of Silence di Simon & Garfunkel a My Sharona dei The Knack) o anche sue composizioni originali come la bellissima ‘Somewhere‘ che ha composto dedicandola ai nonni scomparsi.

Quello che colpisce di più nel vedere finalmente dal vivo Luca Stricagnoli è la sua capacità di stare sul palco e di tenere desta l’attenzione dello spettatore che aspetta sempre qualche sorpresa dalle sue invenzioni.
In un concerto di solo chitarra il rischio di annoiare è altissimo e se non si conosce il brano eseguito ci si distrae facilmente.
Con Luca Stricagnoli questo rischio non esiste, perché ogni brano, anche quello più sconosciuto, è sempre sensazionale.

“Chissà come suonerà la prossima?” è la domanda che tutti nel pubblico si sono fatti dopo ogni brano. Perché Stricagnoli, abilmente, centellina ogni sorpresa e spiega ogni cosa: dall’accordatura che cambia continuamente per adattarla ad ogni brano, al manico invertito che ha pensato per la linea dei bassi e poter insieme tre chitarre con una sola mano per suonare Feel Good Inc dei Gorillaz.
Per eseguire la colonna sonora de ‘L’ultimo dei Mohicani‘ di Trevor Jones utilizza le chitarre come viole e violini suonandole con un archetto, mentre svolge con la mano destra il tema del brano. Ed ancora, per suonare il tema di ‘Braveheart’ usa l’armonica a bocca per imitare il suono delle cornamuse scozzesi, suonando insieme due chitarre.
“Per indicare che qualcuno non sa fare qualcosa, in Italia si dice che si fa con i piedi. Io stasera suono con i piedi” dice Luca Stricagnoli ad un certo punto togliendosi la scarpa e suonare Misirlou di Dick Dale facendo vibrare le corde della sua chitarra a tre manici con il piede destro, mentre suona il tema con la chitarra acustica.

Dopo aver raccolto la standing ovation ed aver fatto salire sul palco il papà Salvatore per un selfie insieme al pubblico, Luca Stricagnoli dà vita ad un gran finale con L’Inverno di Antonio Vivaldi,  Supermassive Black Hole dei Muse concludendo con il suo brano Stars.

A Crotone abbiamo visto un fenomeno mondiale della musica. La sua tecnica di fingerstyle è unica e per questo Stricagnoli è apprezzato in tutto il mondo, dall’Asia all’America, passando per l’Europa. Il concerto di Crotone ha chiuso il suo tour europeo che ha toccato Germania, Belgio ed Italia. Ha trascorso Pasqua a Papanice con il papà Salvatore ed i parenti. Ripartirà subito per gli Stati Uniti, dove vive a Nashiville, per riprendere il suo tour nelle Americhe  prima e in Asia poi. E magari, girando per il mondo, chissà… potrebbe tornare a Crotone, per suonare in estate all’aperto.