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A Isola Capo Rizzuto la mostra fotografica de il Crotonese sul naufragio di Cutro

Inaugurazione alle ore 18 presso l’associazione Sorsi di Cultura, la mostra è composta da tante foto quante furono le vittime della strage del 26 febbraio

ISOLA CAPO RIZZUTO – Nel segno della memoria e dell’impegno civile, sabato 26 aprile alle ore 18, sarà aperta presso l’associazione Sorsi di Cultura in via degli Apostoli, la mostra dedicata al naufragio di Cutro, un evento che ha lasciato un segno profondo nelle coscienze del nostro Paese. La mostra, realizzata da il Crotonese con le foto del direttore Giuseppe Pipita, che è stato il primo giornalista ad arrivare sulla spiaggia di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, è stata organizzata dal circolo letterario Sorsi di cultura, Legambiente circolo di Le Castella e dall’associazione di promozione sociale BioBeta.

Si tratta di una mostra composta da 94 fotografie, tante quante le vittime del tragico naufragio avvenuto il 26 febbraio 2023 al largo delle coste di Steccato di Cutro. Ogni immagine sarà accompagnata da testi tratti da scritti di autori contemporanei, dichiarazioni di personaggi illustri e testimonianze dirette dei superstiti, in un intreccio di sguardi, emozioni e verità che restituiranno umanità alle vite spezzate.

La manifestazione di inaugurazione sarà introdotta e moderata da Antonio Grimaldi, che guiderà il pubblico in un percorso di consapevolezza e confronto. Tra i relatori, Giuseppe Pipita, direttore de Il Crotonese e autore della mostra, condividerà il significato e il processo di realizzazione del progetto espositivo, volto a dare voce alle vittime e a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto accaduto.
A offrire una riflessione dal punto di vista umano e spirituale sarà don Rosario Morrone, direttore dell’Ufficio Diocesano per la Catechesi, che sottolineerà l’importanza di un impegno comunitario per l’accoglienza e la solidarietà.
La mostra, che resterà visitabile per due settimane, si configurerà non solo come un tributo alle vittime del mare, ma anche come un invito a non dimenticare e a costruire una società più giusta e umana.