Crotone, primo ingresso nell’housing sociale finanziato col PNRR
Il primo ad entrare nelle strutture è un giovane straniero senza dimora. L’iniziativa punta a contrastare l’emarginazione sociale e abitativa in tutto il territorio provinciale. Strutture anche a Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto
CROTONE – È ufficialmente partito a Crotone il progetto di housing sociale finanziato con fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Il primo ad entrare nelle strutture è un giovane straniero senza dimora, simbolo di un’iniziativa che punta a contrastare l’emarginazione sociale e abitativa in tutto il territorio provinciale.
L’housing sociale è una forma di edilizia abitativa destinata a persone e famiglie in difficoltà economica o sociale, che non possono accedere né al mercato immobiliare privato né all’edilizia popolare. L’obiettivo non è solo offrire un tetto, ma anche favorire l’inclusione sociale e l’autonomia personale attraverso un accompagnamento educativo e professionale.
Le due azioni del progetto
Il progetto, guidato dal Comune di Crotone come capofila, si struttura in due azioni principali:
Il modello Housing First (“la casa prima di tutto”) prevede l’inserimento immediato in un’abitazione, senza condizioni preliminari. È rivolto a persone in condizioni di grave marginalità, anche con problemi di salute fisica o mentale. L’obiettivo è garantire un diritto fondamentale: l’abitare, creando un punto di partenza stabile per un eventuale percorso di reintegrazione.
L’approccio Housing Led (“abitare accompagnato”) si rivolge invece a persone svantaggiate che possono intraprendere un percorso verso l’autonomia abitativa e lavorativa. In questo caso, oltre alla casa, viene fornito supporto nella formazione e nell’inserimento lavorativo.
Il progetto di accoglienza in housing prevede una presa in carico per un tempo non inferiore ai 6 mesi, prorogabile in base alla necessità riscontrate.
Le strutture nel crotonese
Gli alloggi temporanei sono distribuiti su tre comuni della provincia di Crotone: Crotone, Cirò Marina e Isola di Capo Rizzuto. Sono gestiti da enti del terzo settore selezionati tramite coprogettazione, tra cui:
Kairos (Crotone, capofila): struttura ponte con 8 posti, anche per genitori con minori.
OdV I Giovani della Carità (Isola di Capo Rizzuto): 4 posti, per persone vulnerabili o ex detenuti.
Associazione C.A.S.T. (Cirò Marina): 6 posti per famiglie e persone con gravi povertà o dipendenze.
Tutte le strutture sono dotate di equipe multidisciplinari composte da assistenti sociali, psicologi, educatori e personale amministrativo, che seguiranno ciascun beneficiario con un piano personalizzato. Il primo ragazzo, che stava per strada a Crotone, è ora nella struttura di Isola Capo Rizzuto.
Investimento da 710.000 euro dal PNRR
Il progetto prevede:
210.000 euro per i servizi di housing sociale
500.000 euro per la riqualificazione di immobili pubblici nei comuni partner
L’assessore alle Politiche Sociali Filly Pollinzi sottolinea come questa iniziativa sia il frutto di una sinergia tra enti locali e organizzazioni del terzo settore: “Allo stato – dice – come tutte le misure del PNRR, i progetti finanziati rispetto all’housing sociale dovranno concludersi entro il 31 marzo 2026 salvo proroghe. Sappiamo, tuttavia, pur mancando ancora l’ufficialità del documento, che nell’ottica di programmazione del Piano nazionale degli interventi si intende dare un forte impulso ai progetti di housing first. Un’opportunità, dunque, che abbiamo colto guardando al futuro e cogliendo ancora una volta, con lungimiranza, lo strumento del PNRR come una buona occasione per creare l’infrastruttura necessaria all’accoglienza, sia sul piano dell’investimento immobiliare che sul piano dell’operatività del servizio. Una lungimiranza frutto di una straordinaria sinergia istituzionale e tecnica dei territori coinvolti e di grande cooperazione degli enti del terzo settore rispetto a un bisogno importante e anche molto complesso. A dimostrazione che quando si mettono insieme le forze e si lavora con spirito costruttivo si possono raggiungere risultati che servono senz’altro a chi ne ha bisogno e, in generale, per la crescita sociale della comunità intera”.


