Difendiamo la genuinità de il Crotonese, ausilio della nostra libertà
Una riflessione di Emilio De Masi che lancia un appello per il Crotonese: Va compiuto ogni sforzo per scongiurare l’archiviazione di una esperienza editoriale che giova, forse più di quanto siamo in grado di avvertire, oltre che agli interessi comunitari, ad una certa coscienza identitaria.
Ho dedicato nel recente passato riflessioni molto sentite verso la crisi di librerie ed edicole. La loro chiusura sopprime spazi autentici di socialità consapevole, oltre che di cultura. Un allarme sul nostro stesso destino antropologico. La tecnologia sovrasta impetuosamente i tradizionali strumenti dell’informazione. Non pochi ne restano indifferenti, ritenendolo fenomeno inevitabile, anzi propizio.
Appartengo alla categoria dei canuti ed accaniti lettori dei giornali, versione cartacea. Immancabilmente, acquisto, con un quotidiano nazionale, uno locale. Fedelissimo sostenitore de il Crotonese, ne percepisco, non senza autentica angoscia, le difficoltà finanziarie. Va, secondo me, compiuto ogni sforzo per scongiurare l’archiviazione di una esperienza editoriale che giova, forse più di quanto siamo in grado di avvertire, oltre che agli interessi comunitari, ad una certa coscienza identitaria. È la consapevolezza di noi stessi. Ausilio alla nostra libertà, quella alla quale non abbiamo smesso di anelare anche grazie agli stimoli appassionati ricavati dalla lettura del “nostro ” giornale. Certo, di quello cartaceo che ci fa sentire cittadini, non meno di quelli delle città più importanti.
Noto, nei pressi delle edicole, due volte alla settimana, alcuni concittadini che si soffermano, curiosi, davanti alla locandina de il Crotonese. Nei conciliaboli che talora ne nascono, colgo frammenti di socialità perduta, bisogno inestinto di alzare gli occhi oltre piccoli monitor. Quelli che catturano, con lo sguardo, traiettorie di quotidianità comunitaria ed indeboliscono nostre consapevolezze territoriali. Quelli che ci allontanano dalle ragioni vere dei nostri problemi benché ci arricchiscano di informazioni, non di rado sommarie, di realtà lontane da noi.
Personalmente, intendo fare qualcosa per difendere la genuinità della nostra “voce”. Lo faccio in piena libertà, oltre che con convinzione ostinata: l’iniziativa che dovessi riuscire ad attuare non prelude ad alcuna candidatura. Lo escludo perentoriamente. Un’idea sta maturando. Appena l’avrò dettagliata, la rivelerò; intanto spero che qualcuno che dovesse imbattersi nella lettura di questa riflessione ne tragga un qualche impulso campanilistico. La compiuta semantica del termine lo ripara da accezioni “paesane”. E comunque, da persuaso crotonese, sono disposto a correre il rischio.


