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Cutro, esposto anonimo contro calata del Crocifisso per la festa nell’anno giubilare

Lettera alla Soprintendenza per denunciare che la scultura lignea era incustodita e deturpata. La parrocchia ha dimostrato il contrario, il parroco lo ha rivelato durante l’omelia

CUTRO – Si conclude oggi la festa del Santissimo Crocifisso di Cutro che, anche se non celebra il settennario richiama sempre migliaia di fedeli tra cui tantissimi cutresi che tornano dal Nord Italia.
Il Crocifisso di Cutro è una scultura lignea del XVII secolo, attribuita a frate Umile da Petralia, e rappresenta una delle opere d’arte sacra più significative della Calabria.Dichiarato monumento nazionale nel 1939, è venerato come simbolo di fede e identità per la comunità di Cutro.

Il restauro del 2022

Nel 2022 è stato avviato un importante progetto di restauro denominato “Un capolavoro svelato” sotto la direzione del restauratore Giuseppe Mantella.Il progetto ha incluso indagini diagnostiche avanzate, come radiografie speciali, per analizzare la struttura lignea e la pittura dell’opera.Durante l’anno di monitoraggio, sono stati effettuati trattamenti per contrastare l’infestazione da tarli e preservare l’integrità della scultura.
Il restauro ha attirato l’attenzione di esperti d’arte, tra cui mons. Timothy Verdon, storico dell’arte specializzato in arte sacra cristiana, che ha visitato l’opera nel maggio 2022, rimanendo colpito dalla sua bellezza e dall’espressività del volto del Cristo.
La sua espressione unica, che varia a seconda dell’angolazione da cui è osservata, e la sua storia legata al miracolo del 1854, lo rendono un simbolo di devozione e identità per la comunità cutrese. 

La calata

In occasione dell’anno giubilare il Crocifisso di Cutro, per tutta la durata della novena e fino al 3 maggio, è stato calato dalla sua teca in vetro posta sopra l’altare del convento. Lo scopo, proprio nello spirito giubilare, è quello di far sentire ai fedeli una maggiore vicinanza con il simbolo per eccellenza della religione cristiana. La scultura lignea è stata posta su un baldacchino con drappi rossi e fiori ad un’altezza tale che rende impossibile poterla toccare.  Centinaia di persone hanno potuto pregare e vedere più da vicino il Crocifisso.

L’esposto e l’omelia

La scelta della parrocchia del Santissimo Crocifisso, guidata da don David Fiore, però non è piaciuta a tutti. Qualcuno, rimasto anonimo, ha infatti inviato alla Soprintendenza ai beni culturali una lettera-esposto nella quale si sosteneva che il Crocifisso era incustodito e deturpato.
Lo ha rivelato lo stesso parroco durante l’omelia nel corso della novena: “Invece di vivere la festa insieme – ha detto il prete – mi sono trovato a combattere perché abbiamo ricevuto un esposto perché il crocifisso è lì. Una cosa che non ha portato alcun problema: sono venuti a vederlo c’è stato un sopralluogo e il Crocifisso può stare lì. Non è stata infranta legge, non sono state infrante regole. Può stare lì in questo anno straordinario del Giubileo. E’ stato messo in mezzo al popolo e vedo che c’è tanta gente che viene a tutte le ore a pregare”.
A il Crotonese il prete ha rivelato che è stata inviata anche documentazione fotografica all’Ufficio dei beni culturali della Soprintendenza di Crotone e che il 3 maggio, ci sarà anche un restauratore inviato dalla Soprintendenza che eseguirà delle verifiche prima delle operazioni di ricollocazione della statua lignea del Crocifisso nella teca.

Il vescovo Torriani

Sabato 3 maggio c’è stata, davanti al convento, la santa messa presieduta dal vescovo di Crotone-Santa Severina, Alberto Torriani. Il prelato, nell’omelia, spiegando il significato dei tre volti di Cristo che si vedono nel Crocifisso di Cutro a seconda dell’angolazione, ha sottolineato: “Oggi questa città si ferma davanti a questo Crocifisso. Non è un volto qualunque, è un volto che cambia, che parla, che interpella. Che ci guarda e ci chiede di guardarlo. Ma da dove? Ci sono tre volti ma un unico Cristo che ama e ci raggiunge dove siamo. E tu? Chiesa di Cutro, da dove stai guardando il Crocifisso? Dal desiderio di rinascita, dalla sofferenza? Qualunque sia la tua posizione il volto di Cristo ti parla. Questa festa non è un ricordo, non è solo un’immagine antica, ma una presenza che dice guardami, credi in me e vivrai”.