A Isola Capo Rizzuto la mostra per non dimenticare la tragedia di Steccato di Cutro
L’esposizione “I sogni attraversano il mare” realizzata con le immagini scattate dal direttore de Il Crotonese, Giuseppe Pipita, è stata inaugurata sabato 26 aprile presso l’associazione Sorsi di Cultura in via degli Apostoli. Resterà visitabile per due settimane
ISOLA CAPO RIZZUTO – La mostra fotografica “I sogni attraversano il mare” sul naufragio avvenuto a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, realizzata dal direttore de Il Crotonese, Giuseppe Pipita, è stata inaugurata sabato 26 aprile presso l’associazione Sorsi di Cultura in via degli Apostoli. L’esposizione, composta da 94 fotografie, tante quante le vittime del tragico naufragio, offre un percorso di memoria e riflessione sull’evento che ha scosso profondamente le coscienze del nostro Paese.
Un viaggio tra immagini e parole
Ogni scatto è accompagnato da testi tratti da scritti di autori contemporanei, dichiarazioni di personaggi illustri e testimonianze dirette dei superstiti, creando un intreccio di sguardi, emozioni e verità che restituiscono umanità alle vite spezzate.La mostra è stata organizzata dal circolo letterario Sorsi di Cultura, Legambiente circolo di Le Castella e dall’associazione di promozione sociale BioBeta. E’ stato Antonio Grimaldi ad aprire il breve dibattito spiegando anche le iniziative dell’associazione.
Le voci della comunità
All’inaugurazione era presente il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria:“Più se ne parla meglio. Se dimentichiamo queste persone le facciamo morire due volte. Cutro – ha ricordato Ceraso – quell’evento lo ha vissuto come lutto famiglia perché nel nostro comune non ci limitiamo alla semplice accoglienza. Penso che la gente vada salvata e poi si vede cosa fare. Non mi alletta trovare capi espiatorio, perché dobbiamo arrivare prima ad evitare tragedie come quella avvenuta a Steccato. Ecco perché dobbiamo ricordarla quotidianamente”.
Don Rosario Morrone, parroco di Botricello, ha offerto una riflessione dal punto di vista umano e spirituale:“Non esiste popolo al mondo che non sia stato migrante. È nell’indole dell’uomo emigrare. Noi italiani abbiamo portato in America la mafia. e l’odio razzista nei nostri confronti lo abbiamo scordato. I popoli che hanno mescolato le culture sono quelli più progrediti, perché dall’incontro si cresce”. IL parroco ha ribadito: “La soluzione per evitare che la gente si affidi ai trafficanti c’è: i corridoi umanitari. Aumentiamo i flussi che sono miseri e daiutiamo chi ha bisogno. Altra soluzione è la modifica a quello che un tempo venne chiamato piano Marshall: insegnare ai paesi terzi come sfruttare le loro ricchezze senza rubargli le materie prime come facciamo da sempre”.
L’impegno
Giuseppe Pipita, autore della mostra e primo giornalista e fotoreporter ad arrivare sul luogo della tragedia, ha dichiarato:“Ho deciso di portare in giro la mostra in ogni luogo dove viene richiesta per non fare dimenticare quanto è accaduto e continuerà purtroppo ad accadere per vie di politiche internazionali che continuano a sollevare muri anziché accogliere i popoli che scappano da guerre, persecuzioni, carestie”.
Un invito alla memoria e all’azione
La mostra, che sarà visitabile nella sede dell’associazione Sorsi di Cultura per le prossime due settimane, si è configurata non solo come un tributo alle vittime del mare, ma anche come un invito a non dimenticare e a costruire una società più giusta e umana.Attraverso le immagini e le parole, “I sogni attraversano il mare” ha offerto ai visitatori l’opportunità di riflettere sulle tragedie legate alle migrazioni e sull’importanza dell’accoglienza e della solidarietà.


