Eletto il nuovo Papa, è il cardinale americano Prevost: avrà il nome di Leone XIV
Primo pontefice americano. Nato a Chicago, Illinois (Stati Uniti), il 14 settembre 1955, Prevost ha intrapreso un significativo percorso religioso ed ecclesiastico.
Robert Francis Prevost, 69 anni, è il nuovo Papa. Ha preso il nome di Leone XIV. L’elezione a Pontefice dello statunitense Robert Francis Prevost, che assume il nome di Leone XIV, rappresenta la prima volta di un Papa nordamericano.
Il Cardinale Robert Francis Prevost, O.S.A. (Ordine di Sant’Agostino), è una figura di rilievo nella Chiesa Cattolica, attualmente Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Nato a Chicago, Illinois (Stati Uniti), il 14 settembre 1955, Prevost ha intrapreso un significativo percorso religioso ed ecclesiastico. Entrato nell’Ordine di Sant’Agostino, ha emesso i voti solenni il 29 agosto 1981. Ha compiuto i suoi studi teologici presso la Catholic Theological Union di Chicago, ottenendo un diploma in Teologia. Successivamente, si è specializzato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) a Roma, dove è stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1982.
La carriera ecclesiastica
La sua carriera ecclesiastica è stata caratterizzata da un lungo e fruttuoso periodo come missionario in Perù. Lì ha ricoperto vari incarichi, tra cui formatore, priore e vicario giudiziario nell’Arcidiocesi di Trujillo. Questa profonda esperienza latinoamericana ha segnato il suo profilo pastorale.
All’interno del suo ordine religioso, è stato eletto Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino nel 2001, incarico che ha mantenuto fino al 2013.
La sua nomina episcopale è avvenuta il 3 novembre 2014, quando Papa Francesco lo ha nominato Amministratore Apostolico di Chiclayo (Perù) e Vescovo titolare di Sufar. Il 26 settembre 2015 è diventato Vescovo di Chiclayo. Durante il suo ministero in Perù, è stato anche secondo vicepresidente della Conferenza Episcopale Peruviana.
Schivo e equilibrato
Bergoglio lo ha chiamato a Roma nel 2023. Prevost, che parla correntemente spagnolo, portoghese, italiano e francese, in Perù aveva dimostrato una particolare attenzione agli emarginati e ai migranti, molto apprezzata da Francesco, il quale lo ha nominato Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Nel suo ruolo ha nominato centinaia di prelati, forgiando una generazione di religiosi ‘bergogliani’, aperti e progressisti. Prevost si è guadagnato fama di cardinale schivo ed equilibrato. Nel 2023 ha gestito insieme al segretario di stato Parolin la grana del Cammino sinodale tedesco: un dibattito interno alle diocesi germaniche che stava diventando troppo innovatore, e rischiava di provocare uno scisma. Lo scorso 6 febbraio, Francesco lo ha promosso all’Ordine dei Vescovi, assegnandogli il Titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano.
È stato finora membro dei dicasteri per l’Evangelizzazione (sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari), per la Dottrina della Fede (Chiese Orientali), per il Clero, per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, per la Cultura e l’Educazione e per i Testi legislativi. È stato inoltre membro della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Prevost ha riportato il percorso nell’ortodossia, ma senza traumi.
Legami col Sudamerica
Il cardinale Robert Francis Prevost, ha profondi legami con il Sud America. Prevost ha infatti trascorso quasi due decenni in Perù come missionario agostiniano e vescovo di Chiclayo, dove si è guadagnato il rispetto per la sua capacità di gettare ponti tra settori ecclesiastici divisi e ha ottenuto la cittadinanza peruviana. Lo ricorda il portale di La Repubblica.
Prevost rappresenta una singolare combinazione tra Stati Uniti e Perù, sia nella sua identità che nella sua carriera ecclesiastica. Nato a Chicago nel 1955, da madre ecuadoriana e padre di origini francesi, Prevost è cittadino statunitense e, dal 2015, anche peruviano, con documento nazionale di identità (Dni) valido nel Paese andino.



