Omicidio Chimirri
|Aggressione al poliziotto a Crotone, accolta richiesta patteggiamento: 4 condanne
La vicenda è avvenuta nel contesto della morte di Francesco Chimirri, il pizzaiolo ucciso nel quartiere Lampanaro da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di ordinanza dell’agente.
CROTONE – Il gup del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ha accolto la richiesta di patteggiamento presentata dai quattro imputati per il pestaggio del vice ispettore della Polizia di Stato, Giuseppe Sortino, avvenuto il 7 ottobre 2024 nel contesto della morte di Francesco Chimirri, il pizzaiolo di Isola Capo Rizzuto ucciso da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di ordinanza dell’agente.
Le condanne
Sono stati inflitti 4 anni di reclusione per Domenico Chimirri (2006) con pena domiciliare; due anni per Domenico Chimirri (1957) con sospensione condizionale della pena; 3 anni e 2 mesi e 20 giorni per Antonio Chimirri; 1 anno e 4 mesi per Mario Chimirri con pena sospesa.
Il gup ha revocato gli arresti domiciliari per Domenico (1957) e Mario Chimirri che sono stati rimessi in libertà.
Il giudice ha ammesso le richieste di costituzione di parte civile di Giuseppe Sortino, del Comune di Crotone e del Ministero degli Interni ed ha condannato gli imputati al pagamento delle spese legali.
Aggressione e sparo
I quattro, difesi dagli avvocati Andrea Filici e Tiziano Saporito, erano finiti a processo per tentato omicidio, aggravato, lesioni personali pluriaggravate, resistenza e violenza a un Pubblico Ufficiale in concorso, porto abusivo e illegale delle armi o degli oggetti, atti a offendere, in concorso. Il processo nasce nell’ambito della vicenda che ha portato alla morte di Francesco Chimirri, 44 anni, arrivato al culmine di una lite sfociata in tragedia.
L’aggressione è avvenuta in due fasi: prima e dopo la morte di Francesco Chimirri. I carabinieri hanno ricostruito l’accaduto attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza private ed i video realizzati da alcuni cittadini e postati sui social, dalle testimonianze e dalle intercettazioni telefoniche.
Le due fasi
Il 7 ottobre 2024, il viceispettore Sortino mentre si reca alla Questura di Crotone, dove avrebbe dovuto prendere servizio, nota un’autovettura guidata da Francesco Chimirri e con a bordo il figlio Domenico, che percorreva la S.S. 106 a una velocità elevatissima, con un andamento pericoloso per gli altri utenti della strada causando due lievi collisioni con altrettanti veicoli.
Sortino decide di seguirla. Arriva in via Don Giuseppe Puglisi del quartiere Lampanaro di Crotone.
Qui chiede agli occupanti del veicolo delle delucidazioni sulla condotta di guida e d’identificarsi, ma viene aggredito e percosso con pugni alla testa.
Il poliziotto tenta di difendersi con uno sfollagente. L’aggressione è brutale e l’agente di polizia, ad un certo punto, estrae l’arma di ordinanza dalla quale esplode un colpo che uccide Francesco Chimirri (su questa vicenda c’è un altro procedimento in corso).
Dopo lo sparo il 18enne Domenico Chimirri e lo zio Antonio Chimirri, come si vede anche dai numerosi video agli atti dell’inchiesta e pubblicati sui social, pestano a sangue il poliziotto. Domenico Chimirri prende anche la pistola caduta all’agente tentando, senza riuscirsi, di sparargli; solo l’intervento del nonno evita il peggio.
Ricusazione giudice
Fissata, per il 19 maggio, davanti alla Corte di appello di Catanzaro l’udienza per discutere sulla ricusazione del giudice che deve decidere sulla opposizione presentate dai legali della famiglia Chimirri contro la richiesta di archiviazione della posizione del poliziotto che, secondo la Pubblica accusa, ha ucciso Francesco Chimirri per legittima difesa.


