Comitato Fuori i veleni da Crotone
|Greco: basta teatrini, le istituzioni denuncino Eni per omessa bonifica
L’esponente del Comitato Fuori i veleni da Crotone interviene sull’esito della conferenza dei servizi svolta il 15 maggio a Roma
CROTONE – “Nei giorni scorsi è andata in scena una nuova farsa della telenovela che è diventata la Bonifica di Crotone”. Inizia così la dura dichiarazione di Pino Greco, del Comitato Fuori i veleni da Crotone, dopo l’ennesima Conferenza dei Servizi tenutasi il 15 maggio al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’incontro, convocato per discutere la modifica del Piano Operativo di Bonifica (POB2), ha visto una nuova proposta da parte di Eni Rewind, già bocciata in passato.
I batteri magici
Eni ha infatti proposto di sostituire il Soil Mixing previsto dal POB approvato nel 2019 con la tecnica ENA, basata sull’uso di batteri per la decontaminazione della falda. Una soluzione che il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha stroncato senza mezzi termini: “Siamo passati dagli alberelli magici ai batteri magici”, ha detto, evocando il fallimento della precedente proposta di fitorimediazione.
Registi e sceneggiatori
Secondo Greco, la scelta della data della riunione non è casuale perché immediatamente successiva alla sentenza del Tar Calabria che ha bloccato l’ordinanza del commissario Errigo per procedere alla bonifica smaltendo i rifiuti nelle discariche di Crotone. “Il regista e lo sceneggiatore – dice l’esponente del Comitato – hanno scelto il 15 maggio proprio perché successivo al pronunciamento del Tar Calabria riguardo la diffida nei confronti di chi improvvidamente pensava di dettar legge in chiara violazione dei normali dettami di un Paese in cui vige la democrazia e in chiara violazione dei normali dettami di un Paese in cui vige la democrazia. Sappiamo bene quale sia stata la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale. Ed ecco che i vari attori sono stati spiazzati e costretti a recitare a soggetto, ovvero senza copione.
Tutti sotto accusa
Una critica pesante viene rivolta anche al ruolo di Eni: “Ha cercato – scrive Greco – maldestramente di portare indietro le lancette, proponendo soluzioni già bocciate e superate. È chiaro ed emerge in maniera lampante ed inequivocabile l’atteggiamento omissivo dell’Eni, che cerca di rinviare all’infinito una soluzione che è sui tavoli istituzionali da oltre sei lunghi anni”.
Anche perché, è risaputo, che dal 2026 non si potranno più portare i rifiuti delal bonifica all’estero dove ci sono le uniche discariche che possono smaltirli.
Greco però non si ferma a denunciare Eni “che fa il suo mestiere”.
Sotto accusa sono anche le istituzioni che, a suo dire, hanno il dovere di far rispettare gli accordi e tutelare il territorio.
“Abbiamo un Commissario – sostiene Pino Greco – che è stato nominato a seguito della condanna di Eni e che doveva accelerare la bonifica oltre che utilizzare le somme assegnate al risarcimento del danno ambientale. Purtroppo, dopo questi anni di permanenza a Crotone, dobbiamo dire che il suo compito è fallito. Invece di contribuire a sanare una ferita aperta, c’è stata confusione e proclami, per restare in tema di spettacoli potremmo citare il bellissimo film con De Niro e Sean Connery ‘Gli Intoccabili’: tutto chiacchiere e distintivo”.
Appello alle Istituzioni
L’appello di Greco è chiaro: serve un atto di coraggio da parte delle istituzioni. “Non si capisce il motivo per cui non venga avviata la denuncia per omessa bonifica considerando che il POB2 è stato approvato nell’ottobre 2019. Gli accordi stabiliti a Roma, in Calabria non devono diventare carta straccia, ecco perché è fondamentale inchiodare l’Eni alle sue responsabilità”.


