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Il quadro segreto della Madonna di Capocolonna: l’immagine seicentesca svelata ai crotonesi

Il Crotonese aveva già scritto del quadro nel 2019. La visita domenica 25 maggio grazie alla Fondazione ‘Santa Critelli’

CROTONE – Sui social sembra che oggi tutti abbiano scoperto una delle immagini più antiche della Madonna di Capocolonna tenuta segreta per anni. Il Crotonese, che nel 2025 compie 45 anni, questa storia – come tante altre che molti scoprono solo adesso – l’aveva già raccontata.
E’ bastato andare negli archivi per trovare l’articolo risalente all’ottobre del 2019 nel quale erano stati pubblicati le foto del quadro ed un articolo che rivelavano la sua presenza. Articolo firmato da Antonio Arcuri e Gianluca Facente i quali, dopo 6 anni, finalmente domenica 25 maggio 2025 faranno conoscere ai crotonesi anche dal vivo il quadro seicentesco della Vergine di Capocolonna.

Respirare il centro

La visita al quadro avverrà domenica 25 maggio alle ore 10:00, quando dal Caffè Italia partirà il 46° itinerario dell’iniziativa “Turisti della nostra città”, organizzata dalla Fondazione “Santa Critelli” nell’ambito del progetto “Respirare il Centro”. Una passeggiata nel cuore del centro storico di Crotone, alla scoperta di tradizioni, luoghi e testimonianze che raccontano l’identità più profonda della città.
Il tema scelto per questa edizione è particolarmente affascinante: “Le immagini più antiche della Madonna di Capo Colonna”, un viaggio nella memoria collettiva e nella devozione secolare dei crotonesi verso la loro Protettrice.

Il quadro mai spostato

Madonna di Capocolonna del XVII secolo

Tra i momenti più toccanti, curati da Antonio Arcuri e Gianluca Facente, ci sarà appunto la straordinaria testimonianza di un dipinto seicentesco della Madonna di Capo Colonna, custodito ancora oggi in un’abitazione privata del centro storico.
Un’opera di grande valore storico e affettivo, che continua a essere oggetto di profonda venerazione da parte degli abitanti del quartiere.
La storia del quadro — raccontata nell’articolo apparso su il Crotonese il 18 ottobre 2019, a firma di Antonio Arcuri e Gianluca Facente — affonda le radici in una narrazione popolare densa di emozione e mistero. Quando Arcuri e Facente vennero contattati alla proprietaria del quadro, questa racconto che il dipinto, conservato da sempre nella stessa stanza, non è mai stato spostato senza conseguenze: secondo il racconto dell’anziana padrona di casa, ogni tentativo di rimozione è stato seguito da una perdita familiare.

Opera del XVII secolo

Secondo la testimonianza raccolta, l’opera, risalente al XVII secolo, sarebbe stata inizialmente destinata alla chiesa di Santa Maria Protospataris, per poi essere acquistata da una famiglia privata durante la seconda spedizione napoleonica. La parte inferiore dell’opera presenta lacune cromatiche e segni lasciati dai baci dei fedeli durante il mese di maggio, quando veniva esposta come segno di devozione, proprio come accade oggi nel Duomo con l’icona ufficiale.

L’impegno della fondazione Santa Critelli

Ad arricchire l’evento di domenica prossima, un momento musicale con la partecipazione di Angelo Ineppo che interpreterà l’Ave Maria, e la diretta Facebook sulla pagina “Krotone storia cultura e attualità” per chi non potrà essere presente.
Come sempre, la partecipazione è libera e gratuita. Ancora una volta, grazie all’impegno della Fondazione “Santa Critelli” e alle segnalazioni spontanee dei cittadini, il centro storico di Crotone si conferma un sorprendente scrigno di memorie e bellezza: un patrimonio che continua a vivere e a raccontare la sua storia.