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Monsignor Alberto Torriani si rivolge ai maturandi con un video pubblicato sul canale Youtube della diocesi

CROTONE – “L’esame di maturità non vi spaventi, questa stagione è un ponte verso ciò che verrà”. Con queste parole cariche di significato, l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Alberto Torriani, si rivolge agli studenti delle scuole superiori crotonesi impegnati nell’Esame di Stato 2025. Il messaggio è stato pubblicato in un video sul canale YouTube ufficiale della diocesi, proprio a ridosso dell’ultimo giorno di scuola.

Il vescovo, già dirigente scolastico prima della nomina episcopale, parla con tono familiare e coinvolgente ai maturandi, invitandoli a vivere questo momento non come una fine, ma come un inizio e citando una frase di un amico scrittore dice: “L’esame di maturità non è un punto di arrivo, ma il primo passo per diventare protagonisti della propria vita. Non serve a dimostrare chi sei, ma iniziare a scoprirlo davvero”.

L’ultimo giorno di scuola come occasione di rinascita

Monsignor Torriani propone una riflessione profonda sull’importanza dell’“ultimo”, spesso trascurato o sminuito. “Di solito festeggiamo i primi: il primo giorno di scuola, il primo amore, il primo posto. Ma oggi vorrei invece parlarvi dell’ultimo o degli ultimi 100 giorni, come so essere tradizione qui a Crotone. […] Possiamo dire che l’ultimo ha un compito speciale: custodisce ricordi e apre le porte al futuro”.

Un messaggio che punta al cuore dei giovani, esortandoli ad accogliere la fine del percorso scolastico come un punto di svolta. “L’ultimo giorno chiude un tempo e ne inaugura un altro. Porta sulle spalle le fatiche ma anche le promesse. È come quel giorno sospeso in cui tutto sembra finire e invece silenziosamente qualcosa di nuovo comincia”, continua il vescovo.

Un appello alla speranza e alla consapevolezza

Il tema centrale del messaggio è chiaro: affrontare l’esame di maturità con consapevolezza, senza timore, cogliendone il valore simbolico e umano. “Non per forza tutto deve essere misurato in voti o in diplomi. La maturità non si chiude in una pagella, la maturità è imparare a stare nella vita, a viverla come un mistero da cogliere.Sarà un esame, certo, ma sarà anche un’occasione per dirti chi sei, per capire cosa sogni, cosa ti appassiona, dove vuoi andare, quali desideri veri abitano il tuo cuore”.

L’appello ai giovani è autentico e diretto: non lasciarsi bloccare dalla paura, ma guardare con coraggio alle possibilità future: “Questa stagione ultima è un ponte verso ciò che verrà” dice il vescovo che invita i ragazzi valorizzare gli incontri fatti durante il percorso scolastico: “hai sicuramente incontrato adulti diversi, qualcuno ti forse deluso, altri invece ti hanno acceso dentro qualcosa, un fuoco. Fai memoria dei secondi. Non perché perfetti, ma perché vivi, veri, appassionati e capaci di appassionare persone che ti hanno mostrato che vale la pena credere nella bellezza della vita”.

Una maturità che va oltre i voti

Monsignor Torriani sottolinea che la vera maturità non si misura solo con un esame, ma nella capacità di trasformare l’esperienza in saggezza: “Questa è la vera maturità: trasformare ciò che si è vissuto in sapienza per il domani”. E conclude con un riferimento al Vangelo, richiamando il valore degli ultimi: “Anche Gesù ha fatto l’elogio dell’ultimo […] per consegnare il segreto di una vita piena e vera. Una vita dove nessuno è scartato”.

L’augurio finale: credere nei propri sogni

Prima di congedarsi, il vescovo rivolge un augurio accorato ai ragazzi, lasciando anche la sua mail personale per un contatto diretto (samuele.arcivescovokr@gmail.com). Le sue parole finali sono un incoraggiamento a credere in se stessi e nel proprio cammino: “Sii il primo o la prima a credere nei tuoi sogni, a prenderti sul serio, a non mollare. Sii il primo o la prima a guardare la vita con occhi maturi capaci di vedere il bene che c’è e quello che puoi ancora costruire”.