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Network Contacts, accordo per evitare 90 licenziamenti a Crotone

Firmata solidarietà difensiva. Prevista riduzione oraria fino al 70%. Sindacati: “Poste Italiane ancora assente”

CROTONE – Si chiude, almeno per ora, con un’intesa importante la vertenza che da mesi tiene con il fiato sospeso 90 lavoratori della sede crotonese di Network Contacts, impegnati sulla commessa di Poste Italiane. Durante l’incontro tenutosi il 5 giugno alla presenza dei rappresentanti della Regione Calabria, delle organizzazioni sindacali e dell’azienda, è stato siglato un verbale d’accordo che prevede l’applicazione della solidarietà difensiva per 12 mesi. L’obiettivo: salvaguardare l’intero perimetro occupazionale ed evitare i licenziamenti annunciati a marzo.

L’accordo prevede una riduzione oraria fino al 70%, da modulare – giorno per giorno – in base ai volumi effettivamente assegnati da Poste Italiane, e sarà operativo a partire dal 9 giugno.  “Importante era evitare i licenziamenti”, affermano le segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Ugl Telecomunicazioni in una nota congiunta. Ma il messaggio è chiaro: “La mancata risposta di Poste Italiane ai nostri appelli non fermerà le mobilitazioni”.

Una vertenza lunga e tesa

La vicenda ha avuto origine a gennaio 2025, quando Network Contacts – aderente ad Assocontact – ha disdetto il contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni, scegliendo di applicare un nuovo contratto sottoscritto solo con il sindacato Cisal, privo di rappresentatività nel settore. Questo contratto ha comportato condizioni più penalizzanti per i dipendenti: riduzione della paga oraria, straordinari obbligatori e una maggiore facilità nei licenziamenti.
Il malcontento si è trasformato presto in mobilitazione. Per questo il 28 febbraio, i dipendenti avevano organizzato un sit-in davanti all’ufficio postale di via Paternostro, chiedendo a Poste Italiane di revocare la commessa a Network Contacts e affidarla a un’azienda che rispettasse i contratti collettivi nazionali firmati dalle sigle rappresentative.

L’annuncio dei licenziamenti

Il 24 marzo, l’azienda ha formalizzato la procedura di licenziamento per 90 lavoratori della sede di Crotone (86 operatori e 4 team leader), attribuendone la responsabilità a un drastico calo dei volumi nella commessa di Poste Italiane. I sindacati hanno subito contestato la scelta, ritenendo che le nuove condizioni contrattuali avessero agevolato un ridimensionamento che poteva essere evitato.
Anche la Regione Calabria è stata coinvolta: il 1° aprile il presidente Roberto Occhiuto ha incontrato una delegazione di lavoratori, promettendo di avviare un confronto con Poste Italiane. Nonostante questo, il 5 maggio, l’azienda ha confermato i 90 licenziamenti. Le proteste sono quindi proseguite: il 10 maggio uno striscione è stato esposto sul tetto della sede crotonese, mentre il 23 maggio sono state accese simbolicamente 90 candele.

Una tregua (provvisoria)

L’intesa del 5 giugno rappresenta una tregua, ma non una soluzione definitiva. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità che Poste Italiane rispetti gli impegni assunti nel bando di gara e garantisca i volumi necessari a mantenere l’attuale livello occupazionale. Attualmente sono 241 i lavoratori impiegati nella commessa crotonese.

“Abbiamo chiesto alla Regione di restare al nostro fianco e di farsi portavoce presso Poste per ottenere i giusti volumi”, prosegue la nota sindacale. La Regione si è impegnata a riconvocare le parti nei prossimi giorni per un aggiornamento sulla situazione.

In attesa di nuovi sviluppi, i lavoratori tirano un sospiro di sollievo. Ma il futuro, ancora una volta, dipenderà dalle scelte di Poste Italiane. E la mobilitazione – assicurano i sindacati – non si fermerà.