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Allarme Calabria, maglia nera ricoveri per infarto e mobilità sanitaria

In calo complessivamente la mortalità cardiovascolare in Italia, ma aumentano le disuguaglianze tra Nord e Sud

La Calabria si conferma tra le regioni italiane con maggiori criticità sul fronte della salute cardiovascolare. A segnalarlo è il secondo rapporto del gruppo di lavoro su equità e salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che evidenzia come nel 2023 la nostra regione abbia fatto registrare il secondo tasso più alto di ricoveri per infarto acuto del miocardio, subito dopo la Valle d’Aosta, sia tra gli uomini che tra le donne.

Secondo i dati, nel Mezzogiorno i ricoveri per infarto sono più frequenti rispetto al Nord, un divario che si è accentuato negli ultimi anni. Nel 2023, i tassi standardizzati nel Sud sono stati pari a 223,46 ricoveri per 100.000 abitanti tra gli uomini e 78,29 tra le donne.

Ma a destare preoccupazione è anche la mobilità sanitaria, cioè il fenomeno dei pazienti costretti a curarsi fuori regione. La Calabria, in particolare, guida la classifica nazionale con un tasso del 29,5% nel 2023. Un dato in forte aumento rispetto al 2019, quando si era scesi al 14,6%. Il trend è tornato a crescere durante la pandemia e ha continuato a salire nei due anni successivi.

Uno degli ambiti più critici è quello degli interventi di bypass aortocoronarico, per i quali la Calabria mostra livelli di mobilità sanitaria costantemente superiori alla media nazionale.

Anche la mortalità per malattie del sistema circolatorio resta più alta rispetto al resto d’Italia: gli uomini del Sud, che nel 1980 avevano valori leggermente inferiori alla media nazionale, nel 2021 sono saliti a 362,17 decessi ogni 100.000 abitanti. Le donne meridionali, invece, presentano da sempre tassi più alti.

L’Iss sottolinea che, sebbene in Italia la mortalità cardiovascolare sia complessivamente in calo, le disuguaglianze tra Nord e Sud si stanno ampliando, con il Meridione – e la Calabria in particolare – in difficoltà sia sul piano della prevenzione che nell’accesso a cure adeguate.