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Crollo anomalo del controsoffitto, chiusa a Crotone la piscina al centro di diatribe tra società

Una consulenza tecnica fatta eseguire dalla Rari Nantes ha evidenziato la natura anomala del cedimento. Intervento delle forze dell’ordine

CROTONE – Adesso non nuota più davvero alcun atleta alla piscina di Crotone. Toccherà alle forze dell’ordine stabilire cosa è accaduto al controsoffitto del corridoio che porta agli spogliatoi della struttura sportiva che domenica è stato trovato improvvisamente crollato. Motivo per il quale la Piscina Olimpionica di Crotone è stata chiusa temporaneamente. L’incidente, ha portato all’immediato intervento delle forze dell’ordine e alla presentazione di una denuncia da parte della Rari Nantes Auditore, una delle società che gestisce l’impianto natatorio attraverso il Consorzio Blu Dea.
“Una prima consulenza tecnica affidata a un professionista incaricato dalla Rari Nantes Auditore, ha evidenziato la natura anomala del cedimento, motivo per cui nessuna ipotesi viene esclusa” si legge in una nota della Rari Nantes inviata alla stampa.

Le polemiche tra gestori

L’episodio arriva in un momento già complesso per la struttura. La piscina è gestita da un’ATI (Associazione Temporanea d’Impresa) formata da due società sportive: la Rari Nantes Auditore Crotone (con il 51%) e la Kroton Nuoto (con il 49%).
Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da Il Crotonese, da mesi esistono tensioni gestionali ed economiche tra le due realtà, con accuse reciproche e anche interventi della polizia all’ingresso della piscina. I conflitti si sono intensificati e lo scorso 4 giugno gli atleti della Kroton Nuoto non sono stati fatti entrare per una questione legata ai pagamenti delle quote.
Ad esacerbare i rapporti, anche la vicenda legata al cloro, che nelle ultime settimane ha tenuto banco, con la Kroton Nuoto che ha lamentato l’eccessivo tasso di cloro nell’acqua con tanto di analisi effettuate attraverso una campionatura. Dati che la Rari Nantes non ha ritenuto invece credibili sia per la tecnica utilizzata per il prelievo, ma anche perché quelle effettuate da loro, sarebbero risultate invece pienamente conformi ai valori e standard di sicurezza, seppure senza l’ausilio della refertazione ufficiale.

Urge intervento

Di certo c’è che la piscina olimpionica è una delle strutture più importanti, dal punto di vista sociale oltre che sportivo, ma è anche vero che è da sempre al centro di diatribe legate alla gestione economica e finanziaria resa complessa dalle notevoli spese che bisogna sostenere.
La chiusura della Piscina Comunale di Crotone a causa del crollo del controsoffitto non può diventare l’ennesimo capitolo di degrado urbano e sportivo. Serve un intervento rapido, non solo tecnico ma anche politico e amministrativo, per garantire la riapertura in sicurezza e restituire alla città un bene pubblico vitale per atleti, giovani e progetti sociali.
Lunedì è previsto, come aveva annunciato l’assessore all’impiantistica sportiva Luca Bossi, un incontro tra il Comune di Crotone e le due società per provare a risolvere la questione. Di certo l’episodio del crollo non aiuta la distensione tra le parti.