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Svolta la cerimonia di intitolazione della struttura alla memoria del bambino vittima innocente di un agguato di mafia

CROTONE – “Questo è un regalo fatto a Dodò. Oggi anche lui ha vinto”. Poche semplici parole di Giovanni Gabriele riassumono il senso della manifestazione con la quale l’impianto sportivo di via Gioacchino da Fiore conosciuto come Settore B è stato intitolato a Dodò Gabriele. A sedici anni dall’agguato nel quale venne ferito mortalmente, la città di Crotone ha scelto di imprimere per sempre il nome di Domenico “Dodò” Gabriele in uno dei suoi luoghi simbolo dello sport e dell’aggregazione giovanile. Il 26 giugno alla presenza delle autorità locali, dei rappresentanti di Libera, di numerose associazioni e di tanti cittadini, si è tenuta la cerimonia di intitolazione dell’impianto sportivo “Settore B” al bambino di undici anni ucciso mentre giocava a calcio in un agguato dalla criminalità organizzata. Dodò fu la vittima innocente dei colpi sparati da due killer che uccisero un pregiudicato. Era il 25 giugno 2009.

Una cerimonia toccante, sobria ma densa di significati, durante la quale il dolore di una ferita ancora aperta si è intrecciato con la speranza e l’impegno collettivo per una città che non dimentica, ma reagisce. Reagisce con la cultura, con l’educazione, con lo sport.
L’amministrazione comunale – accogliendo una proposta dell’allora direttore della testata Crotonenews.com, Vincenzo Montalcini, sposata da giornalisti ed associazioni – ha voluto che Dodò Gabriele, piccolo martire della legalità, diventasse per sempre parte del cuore pulsante della città. La struttura sportiva, recentemente riqualificata, sarà ora non solo un campo da gioco, ma anche un presidio di memoria, giustizia e comunità.
Il momento più solenne è arrivato con la scopertura della targa, accompagnata dal suono simbolico delle sirene della Polizia di Stato: un gesto che ha voluto unire la memoria al senso di protezione e giustizia. Sul marmo campeggia una frase che è insieme promessa e impegno: Il suo sorriso spezzato è memoria e monito. In questo luogo di gioco e vita, il suo nome vive per ricordarci il valore della giustizia e della libertà.”. Al momento della scopertura della targa le volanti della Polizia di Stato hanno azionato le sirene in segno di omaggio alla memoria di Dodò.

Intitolare questo impianto a Dodò significa far vivere ogni giorno la memoria di un bambino innocente, la cui vita è stata spezzata dall’odio e dalla violenza mafiosa. Ma significa anche dire che Crotone non dimentica e conferma da che parte stare”, ha dichiarato il sindaco Vincenzo Voce nel suo intervento, sottolineando l’impegno dell’amministrazione per una città che promuove valori di giustizia e legalità.
Il questore Renato Panvino, con un discorso molto emozionato ha sostenuto: “Dodò è un eroe alla pari di Falcone e Borsellino, è un testimone di legalità come i suoi genitori”. Poi ha promesso che “le forze dell’0ordine non daranno scampo a chi delinque”.

Commozione e gratitudine sono state espresse da Francesca e Giovanni Gabriele, genitori di Dodò, che da quel 2009 portano instancabilmente la testimonianza del figlio nelle scuole, tra i giovani, nelle manifestazioni pubbliche, trasformando un lutto insopportabile in una battaglia di civiltà. “Per noi questo è un giorno importante. Il nome di nostro figlio su questo impianto è un messaggio a tutti i ragazzi: scegliete la vita, scegliete lo sport, scegliete la legalità”, hanno detto, visibilmente emozionati.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il vice presidente della Provincia Fabio Manica, il vice capo di Gabinetto della Prefettura Zaccaria Sica, il questore Renato Panvino, le massime autorità militari della provincia ed Antonella Marazziti, rappresentante dell’associazione Libera, da sempre in prima linea nella promozione della cultura della legalità e nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Oggi Crotone ha dato un nome a un luogo. Ma soprattutto ha rinnovato una scelta: quella di stare dalla parte della legalità, della bellezza, dei sogni dei bambini. Come quelli che, da oggi in poi, correranno su quel campo. Nel nome di Dodò.