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Sistema antiaggressione al Pronto Soccorso di Crotone: prima iniziativa in Calabria a tutela del personale sanitario

L’Asp di Crotone introduce un innovativo sistema: 20 bracciali con allarme per medici e infermieri che fanno scattare l’allarme ed un avviso sonoro

CROTONE – In un momento storico in cui la sicurezza degli operatori sanitari è messa sempre più a dura prova, dall’Asp di Crotone una risposta concreta. L’Azienda sanitaria provinciale è, infatti, la prima in Calabria ad aver adottato un sistema antiaggressione pensato su misura per medici, infermieri e operatori socio-sanitari del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero “San Giovanni di Dio”.

Approvata la fornitura del sistema antiaggressione

Un passo avanti deciso, formalizzato con la determinazione n. 1861 del 27 giugno 2025, con cui l’Asp ha approvato la fornitura e l’installazione del sistema di sicurezza. Ogni operatore in turno sarà dotato di un bracciale antiaggressione da indossare durante il servizio: un dispositivo che, in caso di emergenza, consente di lanciare un allarme immediato, con un messaggio vocale diffuso in più punti strategici del pronto soccorso – “Attenzione, aggressione in corso presso il pronto soccorso” – che potrà essere personalizzato a seconda delle necessità operative e delle nuove unità a rischio aggressione.

Tecnologia avanzata e copertura estesa

Il sistema, basato su tecnologia a radiofrequenza criptografata, ha una copertura fino a 500 metri a campo libero. Il personale può attivarlo semplicemente premendo un pulsante sul bracciale. In quel momento suonerà un allarme presso le forze di polizia (le quali, dopo le opportune autorizzazioni, riceveranno un tablet che attraverso la rete sarà raggiungibile ovunque) e verrà diffuso il messaggio audio nel pronto soccorso.
Nel progetto, che prevede un investimento di soli 3.254 euro, è inclusa la fornitura di 20 bracciali antiaggressione, una centrale locale di rilevamento alert, due riproduttori vocali, un radiocomando e un tablet destinato al posto di polizia interno, che riceverà in tempo reale le segnalazioni di pericolo.

Un lavoro di squadra tra tecnico e sanitario

A coordinare e portare avanti l’iniziativa è stato l’Ufficio Tecnico per il Patrimonio, guidato dall’ingegnere Giuseppe Mercurio, che ha curato ogni fase operativa: dai sopralluoghi alle valutazioni tecniche, fino alla scelta e all’integrazione di dispositivi provenienti da più fornitori, ora messi a sistema. La richiesta era partita mesi fa dal medico Francesco Zaccaria, direttore del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’ospedale crotonese, preoccupato dall’escalation di episodi violenti verificatisi nei mesi precedenti, anche dopo l’apertura dei nuovi locali del pronto soccorso.

Sistema già pronto all’uso e in attesa degli ultimi step

L’Ufficio Tecnico per il Patrimonio ha ottimizzato il sistema. L’impianto è già installato e pronto all’uso. Si attende ora solo la consegna ufficiale dei bracciali al personale e la comunicazione alla Questura per dotare anche gli agenti del posto di polizia interna del tablet dedicato alla ricezione degli alert.

Un modello esportabile anche in altri reparti

In un contesto in cui altri ospedali calabresi dispongono solo di pulsanti a parete – spesso difficili da raggiungere in situazioni concitate – l’iniziativa dell’Asp di Crotone rappresenta un modello virtuoso e potenzialmente esportabile in tutta la regione. Non solo: il sistema può essere esteso anche in altri reparti e punti sensibili dell’ospedale come il CUP, spesso bersaglio di tensioni e, in alcuni casi, a rischio rapina.