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Uil Calabria: “Troppo ritardo e poca trasparenza, serve un piano chiaro”

Sindacati cauti sull’avvio dei lavori, sollecitati coinvolgimento e investimenti per il rilancio del territorio

“La bonifica del Sin di Crotone non può limitarsi a un’operazione di facciata, serve un piano chiaro e un coinvolgimento reale di cittadini e lavoratori”. Lo sostengono Uil e Uiltec Calabria dopo la sessione pubblica del Tavolo tecnico permanente convocato dal ministero dell’Ambiente, che si è svolta martedì mattina nell’auditorium dell’Istituto Pertini per discutere l’avvio degli scavi da parte di Eni Rewind.

“I lavori sono già iniziati da tempo, ma solo ora si apre un momento di confronto pubblico, con un ritardo che non possiamo ignorare”, hanno sottolineato i segretari generali Maria Elena Senese e Vincenzo Celi, che hanno portato all’incontro la voce dei lavoratori e dei cittadini. Il sindacato ha ricordato come la comunità di Crotone abbia già pagato un prezzo alto per anni di mancato risanamento ambientale e hanno chiesto aggiornamenti costanti sull’avanzamento dei lavori e il rispetto degli impegni presi.

Durante l’incontro Eni Rewind ha illustrato i presidi ambientali previsti per limitare gli impatti del cantiere, ma Uil e Uiltec mantengono forti dubbi sul piano operativo e sulle reali prospettive della bonifica. “Non possiamo accettare che 40 mila tonnellate di rifiuti vengano spedite all’estero e poi tutto si fermi”, hanno avvertito, il progetto deve rappresentare l’inizio di un percorso di rilancio economico e sociale dell’area. “Eni – hanno ricordato Senese e Celi – ha una responsabilità non solo ambientale, ma anche sociale ed economica: deve investire in sviluppo e occupazione, accompagnando il territorio anche dopo la bonifica. Serve un confronto stabile e condiviso per garantire benefici concreti”.