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Marea Media: giovani reporter raccontano il Sud, chiusa la Summer Week

Sette giorni di formazione, memoria e impegno civile per ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni

ISOLA DI CAPO RIZZUTO – Si è chiusa questo fine settimana a Isola di Capo Rizzuto la Young European Journalist Summer Week, la residenza formativa promossa da Marea Media e rivolta a ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni provenienti da Campania e Puglia. Dal 7 al 12 luglio, i giovani partecipanti hanno vissuto un’esperienza intensa di formazione, confronto e racconto collettivo, ospiti della cooperativa Terre Joniche – Libera Terra, che opera su un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività. Una settimana immersiva in cui il giornalismo ha incontrato la memoria, l’impegno civile e le sfide del presente, in un contesto rurale e comunitario ricco di significato.

Il programma della Summer Week ha alternato laboratori pratici e incontri con ospiti di rilievo. Tra i momenti più significativi, il workshop con Sara Manisera, giornalista e documentarista, che ha guidato una riflessione partecipata sul ruolo del giornalismo sul campo e sul suo impatto sociale. Fondamentale anche il laboratorio teatrale condotto dal regista Francesco Pileggi, che ha permesso di esplorare, in modo esperienziale e creativo, il tema della manipolazione dell’informazione.

Durante la settimana, i ragazzi hanno visitato la redazione del bisettimanale il Crotonese e hanno incontrato figure simbolo dell’impegno per la legalità come il giornalista Bruno Palermo e il testimone di giustizia Rocco Mangiardi. Proprio la testimonianza di quest’ultimo ha rappresentato un momento di grande forza emotiva, capace di ispirare e scuotere le coscienze. Spazio anche alla memoria collettiva, con la mostra fotografica di Giuseppe Pipita dedicata alle 94 vittime della strage di Cutro del 2023, e alla scoperta del patrimonio calabrese attraverso la visita al sito di Le Castella, luogo simbolo della bellezza storica e paesaggistica del territorio.

La settimana si è conclusa con una restituzione concreta: le ragazze e i ragazzi hanno realizzato reportage, podcast e testi scritti, scegliendo di raccontare in prima persona le storie che li hanno toccati più profondamente. Tra i temi più ricorrenti, quello della migrazione ha attraversato l’intera esperienza come un filo rosso, a conferma dell’urgenza di una narrazione più autentica e consapevole del Mediterraneo e delle sue frontiere.

L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno della European Cultural Foundation e del programma Corpi Europei di Solidarietà.