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Non rinnegate Cutro: l’appello di Pietro Molinaro a Reggio Emilia

L’invito del presidente della commissione consiliare antimafia calabrese a non cancellare ‘Viale Città di Cutro’

“Invito l’amministrazione comunale di Reggio Emilia e il suo sindaco a riconsiderare il provvedimento: anziché cancellare Viale Città di Cutro, promuoviamo iniziative culturali e formative che uniscano Calabria ed Emilia-Romagna nella difesa dei valori di legalità, solidarietà e rispetto reciproco”. È questo l’appello lanciato da Pietro Molinaro, presidente della Commissione consiliare della Regione Calabria contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa.

La possibile decisione di modificare la toponomastica dedicata alla città calabrese ha sollevato una forte reazione, che va oltre il piano simbolico. Secondo Molinaro, si rischia di colpire una comunità intera per colpe che non le appartengono, con un messaggio che, più che contrastare la criminalità, umilia chi lavora e contribuisce onestamente allo sviluppo del territorio.

“Non si rafforza il contrasto alla criminalità organizzata cancellando i nomi delle strade – afferma Molinaro – ma rafforzando la cooperazione tra istituzioni, sistemi di controllo e società civile”. E aggiunge: “La ‘ndrangheta va combattuta ogni giorno con azioni concrete, educazione alla legalità, rigore istituzionale. Non si può però mettere alla gogna una comunità che ha contribuito alla crescita economica e sociale di Reggio Emilia”.

Nel mirino non c’è solo il contenuto della decisione, ma il messaggio che rischia di veicolare, anche fuori dai confini dell’Emilia. “Il segnale negativo arriva fino in Calabria – sottolinea il presidente della Commissione regionale – dove viene percepito come una forma di revisionismo che colpisce l’identità di una città e delle sue persone. Le biografie delle comunità devono essere lette nella loro interezza, non inchiodate a una fase della storia”.

Molinaro ricorda anche il forte valore simbolico di Reggio Emilia, Città del Tricolore, dove il 7 gennaio 1797 nacque la bandiera italiana. “Verde, bianco e rosso incarnano valori di libertà, solidarietà e unità. Gli stessi che si ritrovano nella storia dei calabresi di Cutro, da anni integrati nel tessuto reggiano. Si vuole davvero cancellare questa realtà con un atto di toponomastica?”, si chiede.

Da qui l’invito a tornare sui propri passi. Per Molinaro la vera sfida è costruire percorsi di condivisione e legalità, non riscrivere le targhe. “Facciamo di questa vicenda un’occasione per unire, non per dividere. Solo così si costruisce un’autentica cultura antimafia”.