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Konecta Crotone, caos digitalizzazione: Confial chiede tavolo tecnico regionale

Confial lancia l’allarme su Konecta Crotone: ferie forzate, caos gestionale e fondi pubblici a rischio. Chiesto un tavolo tecnico urgente con la Regione.

CROTONE – Situazione sempre più tesa alla sede Konecta di Crotone, dove i lavoratori incaricati della digitalizzazione delle cartelle cliniche denunciano l’assenza di attività concrete, ferie forzate e una gestione caotica del progetto. A lanciare l’allarme è la Confial che, tramite il segretario provinciale Fabio Tomaino, ha chiesto ufficialmente al presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, la convocazione urgente di un tavolo tecnico regionale.

La richiesta arriva dopo la constatazione che le cartelle cliniche inviate da Castrovillari – inizialmente presentate come da digitalizzare – risultavano già lavorate, come confermato anche dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e UilCom Uil. I sindacati hanno proposto una rimodulazione dell’orario lavorativo dal lunedì al venerdì e la riapertura del piano ferie, mentre Konecta ha disposto una sospensione temporanea delle attività per tre giorni.

“Un progetto che doveva rappresentare un modello pilota per il Paese – afferma Tomaino – rischia di trasformarsi nell’ennesimo spreco di risorse pubbliche e nell’anticamera della disoccupazione”. La Regione Calabria, insieme al governo, ha investito  20 milioni di euro, ma bisognerà capire quanto potrà durare ancora.

Nel corso di un’assemblea del 4 agosto, i lavoratori Konecta hanno espresso forte preoccupazione per l’incertezza occupazionale e la totale mancanza di organizzazione. “Non vogliamo lo stipendio senza lavorare – ha dichiarato una dipendente – vogliamo un lavoro vero, non essere complici di un fallimento annunciato.”

Il presidente della Provincia ha riferito di aver già sollecitato l’attenzione del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che avrebbe avviato un confronto con le Asp calabresi. Confial insiste: “Serve un tavolo tecnico regionale per programmare le consegne e garantire qualità, efficacia e dignità lavorativa.”