Dipendenti Konecta Crotone, lavoro a rischio: chiesto chiarimenti a Regione
Non ci sono le cartelle cliniche da digitalizzare. Sospesa attività a Crotone. I sindacati confederali chiedono chiarimenti alla Regione
CROTONE – Ora anche i sindacati confederali che appena qualche giorno fa sostenevano che n0n c’erano criticità, si allarmano per la vicenda Konecta.
Infatti, monta la tensione tra i dipendenti Konecta coinvolti nel progetto regionale di dematerializzazione delle cartelle sanitarie con la conseguente decisione di scendere in piazza per manifestare, sotto la sede della Provincia di Crotone. I ritardi nella consegna dei fascicoli da parte delle ASP e delle Aziende Ospedaliere hanno già provocato il blocco delle attività nella sede di Crotone e prospettano scenari simili per le sedi di Cosenza e Settingiano pur senza responsabilità dirette.
Ritardi inaccettabili
Le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil della Calabria denunciano ritardi «inaccettabili», chiedendo l’immediato intervento del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per attivare un tavolo di confronto urgente con l’azienda e le istituzioni sanitarie coinvolte.
“Nonostante il costante confronto con l’azienda per garantire il regolare avvio del progetto – si legge nella nota del 5 agosto di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil –, siamo costretti a denunciare l’inaccettabile blocco delle attività, dovuto alla mancata consegna, da parte delle ASP e delle Aziende Ospedaliere, delle cartelle sanitarie necessarie alla lavorazione. Un ritardo che sta già causando la chiusura temporanea della sede di Crotone, con ripercussioni gravi anche per le sedi di Cosenza e Settingiano, dove si profila lo stesso scenario: lavoratori costretti al fermo forzato, senza alcuna responsabilità”.
Il dossier dei dipendenti Konecta ha radici nei numerosi passaggi della vertenza Abramo Customer Care, conclusa positivamente tra dicembre 2024 e gennaio 2025. Grazie a un accordo tra Regione, Tim e Konecta, circa 1.000 ex‑dipendenti Abramo – tra Crotone, Cosenza e Montalto – sono stati riassorbiti nel progetto di digitalizzazione delle cartelle sanitarie, finanziato per 20 milioni di euro tra fondi regionali e statali.
Mancanza di coordinamento
“Un progetto che avrebbe dovuto rappresentare un modello di innovazione, capace di valorizzare competenze e occupazione sul territorio, rischia ora di fallire per inefficienze burocratiche e mancanza di coordinamento tra istituzioni sanitarie” sostengono i sindacati regionali.
Il problema persiste da alcune settimane e il Crotonese lo aveva portato a galla rivelando anche l’avvio della procedura dell’esodo incentivato alla quale avevano già aderito alcuni dipendenti Konecta di Crotone. Era stata poi la Confial Crotone a denunciare per prima la situazione paradossale con dipendenti che praticamente non lavoravano per mancanza delle cartelle da digitalizzare. Per questo il segretario Tomaino, incontrando con uan delegazione di dipendenti Konecta, il 4 agosto, il presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, gli aveva chiesto di fare da intermediario per convocare un un tavolo tecnico.
Ora – come si può leggere su il Crotonese in edicola dal 5 agosto – alla lentezza burocratica e ai problemi organizzativi che affliggono la dematerializzazione, si aggiungono rischi per conseguenze occupazionali per i dipendenti Konecta, con attività sospese e sedi inattive. Anche perché i 20 milioni messi a disposizione dalla Regione e dal Governo stanno per esaurirsi. In attesa che dalla Regione, dove Occhiuto è alle prese con le sue dimissioni tattiche, qualcuno si faccia sentire, anche per i sindacati è necessario convocare immediatamente un tavolo tecnico regionale con Regione, ASP, Aziende Ospedaliere e Konecta per sbloccare le consegne e permettere ripresa delle attività.


