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Conferenza dei sindaci scrive ad Occhiuto: l’ospedale di Crotone diventi Hub

Il documento è stato approvato a margine dell’esame dell’atto aziendale dell’Asp

CROTONE – Tra il commissario dell’Asp di Crotone, Monica Calamai, ed i sindaci della provincia è scoppiato un idillio che ha portato al parere favorevole sull’atto aziendale proposto alla conferenza dei primi cittadini. Un risultato quasi ‘storico’ visto che la Conferenza dei sindaci della provincia di Crotone non dava il suo ok ad un atto aziendale dal 2016 ed aveva bocciato tutti quelli fin qui proposti.

Tuttavia, c’è un però. I sindaci dopo il parere favorevole hanno approvato un documento indirizzato al commissario alla sanità Roberto Occhiuto (rimasto in carica nonostante le dimissioni da governatore della Calabria) per chiedere che l’ospedale di Crotone diventi un Hub.
Nel documento, letto in aula dal sindaco di Santa Severina, Lucio Giordano, che è anche medico cardiologo presso l’ospedale, viene evidenziato che in Calabria, regione di circa due milioni di abitanti, sono stati istituiti quattro ospedali Hub. Ai tre ospedali regionali Annunziata di Cosenza, Pugliese di Catanzaro e Riuniti di Reggio di Calabria era stato aggiunto l’Ospedale Universitario Mater Domini di Catanzaro.

L’anomalia Catanzaro

“Questo – scrivono i sindaci crotonesi – però ha creato un’anomalia territoriale, quella di concentrare due ospedali Hub nella città di Catanzaro sguarnendo la fascia Ionica di un ospedale Hub, determinando di fatto una disparità di trattamento nell’offerta sanitaria territoriale. L’ospedale di Crotone, città capoluogo di Provincia, era stato sacrificato in favore dell’ospedale universitario Mater Domini”.

Questa anomalia, come viene definita nel documento della conferenza dei sindaci di Crotone è stata sanata con la fusione dei due ospedali Hub di Catanzaro e la realizzazione dell’unica azienda ospedaliera Hub Dulbecco. “Questa fusione – sottolineano i primi cittadini crotonesi – è rimasta sulla carta questa ha determinato che le strutture complesse ed i reparti della Dulbecco siano sostanzialmente doppi, penalizzando gli altri ospedali regionali. In modo particolare il presidio ospedaliero di Crotone che ha visto il depotenziamento della sua struttura e la soppressione di strutture complesse ospedaliere”.

I sindaci che fanno parte della conferenza dell’ Asp di Crotone rivendicano che “il presidio Ospedaliero San Giovanni di Dio diventi un’azienda ospedaliera Hub coprendo la fascia ionica e garantendo in maniera omogenea le prestazioni ospedaliere su tutto il territorio regionale”.

Serve una decisione politica

Si tratta di una scelta che deve essere politica, è stato sottolineato sia dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce che dagli altri sindaci, in quanto si è consapevoli che al momento quello di Crotone non è un ospedale che ha più i requisiti per essere ‘promosso’ ad hub.
Anche perché, si legge nel documento “negli anni il presidio ospedaliero di Crotone che aveva quasi tutti i requisiti per essere dichiarato ospedale Hub si è visto depotenziato con chiusura di reparti e soppressione di strutture complesse, pertanto questa Assemblea pretende un cambiamento di politica e una riproposizione delle strutture complesse soppresse quali quelle di oculistica, otorino, laboratorio di analisi, centro trasfusionale, microcitemia, ematologia, la riapertura della struttura complessa di medicina nucleare, e che vengano create quelle necessarie al riconoscimento di ospedale Hub quale l’apertura dell’emodinamica, l’apertura dei reparti di urulogia, chirurgia pedriatica e chirurgia vascolare”.

Differenza tra Hub e Spoke

L’ospedale Hub è il centro di riferimento principale per una determinata area: qui si trovano reparti altamente specializzati, tecnologie avanzate e personale in grado di affrontare patologie complesse e interventi urgenti di alta specializzazione, come neurochirurgia, cardiochirurgia o trattamenti per grandi traumi. Gli Hub sono operativi 24 ore su 24 e ricevono i pazienti più gravi, spesso trasferiti da strutture più piccole.

Gli ospedali Spoke, invece, sono strutture periferiche, distribuite sul territorio, che offrono servizi di assistenza di base e gestiscono le emergenze meno complesse. Sono più vicini ai cittadini e permettono di intervenire rapidamente nei primi momenti critici, stabilizzando il paziente e, se necessario, trasferendolo verso l’Hub. In questo modo, gli Spoke fungono da primo punto di accesso alle cure, mentre gli Hub assicurano il trattamento definitivo nei casi più gravi.