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Crotone, il primo lotto di rifiuti non pericolosi lascia la Calabria

Lunedì 18 agosto in uscita duemila tonnellate estratte dalla discarica di Armeria

Il prossimo 18 agosto 2025 segnerà per Crotone un passaggio atteso da tempo partirà la rimozione definitiva dei residui industriali depositati a pochi metri dal mare e mai smaltiti in modo corretto. Si tratta di materiali contaminati, accumulati illecitamente sull’arenile, che finalmente verranno portati via.

Lunedì prossimo inizierà il trasferimento di oltre 400 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e di 360 mila tonnellate di rifiuti pericolosi – privi di Tenorm e amianto – fuori da Crotone e dalla Calabria. Il primo intervento riguarderà circa duemila tonnellate di rifiuti non pericolosi, parte delle circa diecimila già rimosse e stoccate nelle baie di protezione e sicurezza allestite sui suoi terreni da Eni Rewind, classificate come D15 non Tenorm.

Dopo le operazioni di caratterizzazione, selezione e omologazione, i materiali saranno caricati su oltre cento mezzi pesanti – circa quindici al giorno – e inviati in impianti e discariche autorizzati in diverse regioni italiane. In tutte le fasi saranno effettuati controlli ambientali e sanitari con il supporto dei Carabinieri e dei tecnici di Arpacal.

“Quella che sta per partire – informa il commissario per gli interventi di bonifica nel Sin di Crotone, Emilio Errigo – è la prima azione concreta di bonifica contro una discarica abusiva mai autorizzata dalla Regione Calabria, dove per decenni sono stati depositati rifiuti contenenti metalli pesanti, radionuclidi e amianto. I prossimi interventi riguarderanno la completa riqualificazione dell’area fronte mare, la rimozione dei Cic come stabilito dalla sentenza del Tribunale di Milano del 28 febbraio 2012, e la restituzione alla città dell’area archeologica, della zona detta Vigna Nuova, della foce dell’Esaro e dell’area marino-portuale”.

“Questo – conclude il commissario straordinario – significherà restituire dignità, fiducia ed economia a una città che ha pagato un prezzo altissimo al suo passato industriale”.