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Bonifica Sin Crotone, iniziato trasferimento rifiuti fuori dalla Calabria

Si tratta di 1.570 tonnellate di rifiuti non pericolosi che fanno parte delle diecimila tonnellate già rimosse e stoccate dei depositi D15

CROTONE – Sono partiti per la Sicilia e la Basilicata i primi camion con i rifiuti provenienti dalla bonifica del Sin Crotone. Nella mattina di lunedì 18 agosto è iniziato, infatti,  il trasferimento fuori regione di 1.570 tonnellate di rifiuti non pericolosi che fanno parte delle diecimila tonnellate già rimosse e stoccate dei depositi D15 creati all’interno del sito e classificati non Tenorm. I camion sono partiti dal sito di Eni Rewind sulla Statale 106

Quindici camion al giorno

Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni: i rifiuti dopo le operazioni di caratterizzazione, selezione e omologazione, saranno caricati su oltre cento mezzi pesanti – circa quindici al giorno – e inviati in impianti e discariche autorizzati in Sicilia e Basilicata come si legge nelle carte dell’autorizzazione allo smaltimento. In tutte le fasi saranno effettuati controlli ambientali e sanitari con il supporto dei Carabinieri e dei tecnici di Arpacal.
Questa operazione dà il via allo smaltimento – fuori da Crotone e dalla Calabria di oltre 400 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e di 360 mila tonnellate di rifiuti pericolosi – privi di Tenorm e amianto.
Emilio Errigo, commissario straordinario per il Sin di Crotone, presente questa mattina alla partenza dei camion, ha affermato: “Questa è la prima azione concreta di bonifica contro una discarica abusiva mai autorizzata dalla Regione Calabria, dove per decenni sono stati depositati rifiuti contenenti metalli pesanti, radionuclidi e amianto”.

Navi per la Svezia

Per quanto riguarda invece i rifiuti pericolosi contenenti tenorm, amianto e metalli pesanti, non smaltibili in Italia, Eni Rewind ha già comunicato di aver avuto l’autorizzazione dalla Svezia all’esportazione da Crotone di 40mila tonnellate da conferire entro il 25 maggio 2026 . I rifiuti verranno trasferiti in container, via nave dal porto di Gioia Tauro.
I prossimi interventi, tra quelli di competenza del commissario, riguarderanno la completa riqualificazione dell’area fronte mare, la rimozione dei Cic come stabilito dalla sentenza del Tribunale di Milano del 28 febbraio 2012, e la restituzione alla città dell’area archeologica, della zona detta Vigna Nuova, della foce dell’Esaro e dell’area marino-portuale.