Crotone, aumentato il costo dell’acqua potabile pure a scuole, ospedali e all’antincendio
Il nuovo gestore del servizio idrico integrato Sorical ha rincarato dall’1 gennaio 2025 anche le bollette dell’acqua ad uso pubblico, sia per la tipologia cosiddetta disalimentabile che non disalimentabile.
CROTONE – Nei 14 comuni finora consorziati in Congesi, compreso quello capoluogo di provincia, il nuovo gestore del servizio idrico integrato Sorical, con l’adeguamento delle tariffe da MTI-3 al metodo tariffario MTI-4 autorizzato da Arrical (l’Autorità regionale) nel marzo scorso, ha rincarato dall’1 gennaio 2025 anche le bollette dell’acqua ad uso pubblico, sia per la tipologia cosiddetta disalimentabile che non disalimentabile.
Uso pubblico non disalimentabile
In questa seconda definizione rientra la fornitura di acqua utilizzata, ad esempio, da ospedali e case di cura (assistenza sanitaria), carceri (ordine pubblico), strutture militari e di vigilanza (sicurezza), scuole (diritto all’istruzione) e da altri enti pubblici o servizi, come gli idranti antincendio. Le ‘non disalimentabili’ sono cioè utenze allacciate al servizio idrico che a loro volta erogano un servizio essenziale per la comunità. A queste utenze, per legge, la fornitura di acqua potabile non può essere interrotta, neppure se l’ente a cui è intestato l’allaccio del contatore non paga regolarmente le fatture e quindi per morosità.
L’aumento delle tariffe, come nel caso dell’acqua ad uso domestico (per utenze residenti e non) e delle altre tipologie d’uso non domestico finora analizzate (artigianale e commerciale, agricolo e zootecnico ed industriale) ricalca lo stesso schema: grossi aumenti delle tariffe a consumo a metro cubo e fisse annuali della componente acquedotto, parzialmente compensati da riduzioni delle tariffe delle altre due componenti, fognatura e depurazione, in cui è suddivisa la bolletta. Restano sempre stabili gli oneri di perequazione imposti dall’autorità nazionale Arera. E l’Iva, ovviamente.
Il dettaglio dei nuovi costi
Entriamo nel dettaglio, riservandoci di analizzare più avanti come sono mutate fasce e scaglioni delle tariffe a consumo per l’acqua ad uso pubblico, rispetto al gestore precedente, e che incidenza ciò ha sui rincari. La componente acquedotto ha subito un rincaro molto significativo soprattutto nella fasce base che adesso costa 95 centesimi circa in più (+85,6%) arrivando a poco più di due euro a metro cubo (mc). Rincaro ancora più significativo della quota fissa annuale, che diventa di 118 euro circa con un aumento di 84,5 euro (+252%). Nella componente fognatura, invece, la tariffa unica a consumo è di 13 centesimi circa al mc, ridotta di 15 centesimi (-53%), mentre la quota fissa è stata abbassata a 4,7 euro, cioé 7,78 euro in meno (-62,2%) rispetto a prima. Si riduce anche la tariffa unica a consumo della componente depurazione, di 24 centesimi circa, ed è ora di 35 centesimi circa a mc (-41%). Aumenta invece, come per tutte le altre tipologie d’uso non domestico, la quota fissa annuale sempre della componente depurazione, che rincara di 1,15 euro e costa all’anno 12,52 euro circa (+10.1%).
Il costo secco in fattura
La somma algebrica delle tariffe a consumo di tutte e tre le componenti (acquedotto, fognatura e depurazione) fornisce il costo reale in bolletta per ogni metro cubo: 2,56 euro in fascia base (+0,55 euro e +27,8%); 2,80 euro nella fascia di prima eccedenza (+0,48 euro e +20,6%); 2,93 euro nella fascia di seconda eccedenza (+0,42 euro e +17,1%). Sempre la somma algebrica delle componenti acquedotto, fognatura e depurazione, fornisce anche l’importo della quota fissa annuale cumulativa, che è adesso di 135,38 euro ovvero ha subito un rincaro di 77,93 euro (+135%).
A questo punto è necessario il chiarimento annunciato prima, poiché Sorical ha ridotto di una le fasce con tariffazione a consumo (non c’è più la terza eccedenza) ed allo stesso tempo ha aumentato notevolmente la quantità di metri cubi compresi nei relativi scaglioni. Adesso, in pratica, l’intera quantità di acqua necessaria con Congesi per arrivare progressivamente all’applicazione della tariffa più cara della terza eccedenza oltre i 147 mc, è abbondantemente compresa nello scaglione della fascia base, applicata fino a 750 mc; mentre da 751 a 1.500 mc scatta la tariffa della fascia di prima eccedenza e solo oltre i 1.500 mc scatta la tariffa più cara di Sorical della fascia della seconda eccedenza. Raffrontare soltanto le tariffe delle diverse fasce, con scaglioni di acqua così differenti, fornirebbe quindi una rappresentazione non del tutto veritiera dei rincari.
Calcolo dei costi sui metri cubi consumati
Ragioniamo perciò per metri cubi consumati. I primi 72 mc della fascia base rincarano, come detto, di 55 centesimi ciascuno (+27,8%); i successivi 38 mc su cui Congesi applicava la fascia di prima eccedenza rincarano di 0,237 euro (+10,17%); gli altri 36 mc, ricadenti con Congesi nella seconda eccedenza, di circa sei centesimi (+0,0631 euro e +2.25%); e di circa un solo centesimo a metro cubo (+0,0114 euro e +0,44%) i rimanenti 604 mc per arrivare ai 750 sui quali Congesi avrebbe applicato la tariffa più cara (terza eccedenza) e che con Sorical sono invece compresi nella fascia base.
Rispetto alla tariffa a consumo più cara precedente, ogni metro cubo di acqua consumato adesso nella prima eccedenza costa 2,8097 euro ovvero 0,2329 euro in più (+9,03%) ed ogni mc consumato nello scaglione dell’attuale seconda eccedenza (oltre 1.500 mc) costa 2,9318 euro con un rincaro di 0,355 euro (+13.7%).
(4 di 5 di una serie di articoli di approfondimento esclusivi de ‘il Crotonese’)






