San Giovanni in Fiore iniziativa per non dimenticare la morte di Serafino Congi ed i mali della sanità
Promossa dall’associazione #siamotuttiSerafino … nel segno di Antigone alle ore 17 in piazza Frate Giuliano
SAN GIOVANNI IN IN FIORE – L’iniziativa “#siamotuttiSerafino … nel segno di Antigone”, sarà la prima iniziativa pubblica della omonima associazione voluta da Caterina Perri, avvocato e moglie di Serafino Congi deceduto lo scorso 4 gennaio a causa di gravi carenze del Servizio sanitario regionale.
L’associazione è nata dal dolore di una tragedia che ha scosso l’intera comunità della Calabria, si propone di tutelare i diritti dei pazienti e delle loro famiglie, per trasformare la memoria di Serafino in impegno civile e battaglia per la giustizia.
Il ritardo dei soccorsi
Serafino Congi, 48 anni, padre di due bambine, deceduto il 4 gennaio 2025 su un’ambulanza durante un disperato trasferimento dall’ospedale di San Giovanni in Fiore verso il nosocomio dell’Annunziata di Cosenza. L’uomo era stato colpito da un infarto, diagnosticato intorno alle 15:30, ma l’ambulanza medicalizzata è partita solo oltre tre ore dopo, causando un ritardo che si è rivelato fatale. L’elisoccorso non era disponibile a causa delle avverse condizioni meteorologiche, e la centrale operativa del 118 avrebbe avuto difficoltà a reperire un mezzo idoneo per il trasferimento d’urgenza. Serafino è morto durante il tragitto, lasciando nello sgomento la comunità locale.
Manifestazione per non dimenticare
Il primo atto pubblico, previsto alle ore 17 in piazza Frate Giuliano, vicino l’Abbazia florense nasce per “non dimenticare” e per richiamare l’attenzione sulle responsabilità e sulle mancanze di un Servizio sanitario che, troppo spesso, si rivela inadeguato a garantire cure tempestive e dignitose.
“La morte di mio marito Serafino – afferma Caterina Perri – non è stata una fatalità, ma la conseguenza di un sistema fragile e inefficiente. Ho deciso di fondare questa associazione perché nessun’altra famiglia debba affrontare quello che abbiamo vissuto noi. La memoria di Serafino deve trasformarsi in cambiamento e in azioni tangibili per rendere la salute un diritto concreto”.
Opporsi a logiche burocratiche
Il richiamo ad Antigone, figura simbolica della fedeltà a princìpi etici superiori e della resistenza all’ingiustizia, vuole sottolineare la necessità di opporsi a logiche burocratiche e disumane che calpestano i diritti fondamentali. “Questa iniziativa – aggiunge Perri – vuole unire cittadini, istituzioni e operatori sanitari in un impegno comune, che è quello di restituire centralità alla persona, garantire il rispetto delle leggi e pretendere un servizio sanitario all’altezza dei bisogni dei calabresi”. L’associazione “#siamo tutti Serafino… nel segno di Antigone” intende costituire un presidio civico e legale per i pazienti e i loro familiari, promuovendo nel contempo una cultura della prevenzione, della responsabilità pubblica e della lotta alle disuguaglianze in sanità.
L’appuntamento del 20 agosto segna l’inizio di un percorso che l’avvocato Perri e la sua famiglia hanno scelto di intraprendere in nome di Serafino e di tutti coloro che continuano a pagare il prezzo delle disfunzioni del Servizio sanitario calabrese.


