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Occhiuto si dimette da commissario della sanità per evitare ineleggibilità

Era stato nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con decreto del 4 novembre del 2021. 

Roberto Occhiuto, presidente dimissionario della Regione Calabria, si è dimesso anche dalla carica di Commissario alla sanità. Occhiuto ha lasciato inoltre l’incarico di Commissario per l’edilizia sanitaria calabrese.
La decisione, secondo quanto si è appreso, è stata motivata dalla necessità di evitare il rischio di ineleggibilità alla presidenza della Regione, alla quale Occhiuto si è ricandidato con il sostegno della coalizione del centrodestra, rischio di ineleggibilità legato ad alcune normative vigenti.

Nell’ambito della riorganizzazione della sanità calabrese, Occhiuto era stato nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri commissario ad acta per  l’attuazione del piano di rientro dei disavanzi del servizio sanitario regionale con decreto del 4 novembre del 2021.

A luglio scorso si era dimesso da presidente della Regione Calabria. Un annuncio che arriva alla conclusione di uno dei tanti video social del presidente della giunta regionale nel quale evidenziava il lavoro svolto e denunciava i tentativi di fermare l’ascesa della Calabria da parte di quelli che Occhiuto definisce  “politici di secondo piano, tutti questi che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni”.

Le reazioni

“Il 6 agosto, in conferenza stampa, avevo avvertito che Roberto Occhiuto non poteva rimanere commissario alla sanità e, al contempo, candidarsi alle Regionali”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo. “Denunciando la violazione delle basilari regole della democrazia e un’evidente mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini calabresi – aggiunge Lo Schiavo – era per me evidente che mantenere il potere di firma su appalti milionari e nella gestione di interessi enormi, avrebbe messo il presidente dimissionario e ricandidato in una posizione di estremo vantaggio in una campagna elettorale giocata sul filo del rasoio per i tempi da lui stesso imposti.