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La mostra di Aurelio Gentile nella fortezza di Le Castella

Installazioni, performance e video si richiamano tra loro, delineando un percorso che interroga la nostra relazione con il reale e con il suo riflesso simbolico o digitale

Dal 26 agosto, negli spazi della fortezza di Le Castella, prende vita Memorie, la mostra di Aurelio Gentile.
Originario di Isola di Capo Rizzuto e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, Gentile ha orientato la sua ricerca attorno al corpo, inteso non soltanto come presenza fisica, ma come luogo simbolico, memoria e traccia di vissuti. Dopo un inizio dedicato alla scultura in materiali sintetici – resina, silicone, lattice – l’artista ha ampliato il proprio linguaggio avvicinandosi alla performance, in cui il corpo reale e quello scolpito si intrecciano in una continua riflessione sull’identità.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a festival e rassegne in Italia e all’estero, tra cui la Biennale di Venezia, la Fondazione Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto e l’Università di Saint-Denis a Parigi. Più recentemente ha presentato a Milano tre mostre – Remember, Corpus Memoria ed Eidos – curate da Heidi Mancino.

Le opere in mostra si muovono attorno a un nucleo concettuale costante: la memoria del corpo. Le sculture, modellate in materiali diversi, si trasformano come organismi in divenire, rivelando tensioni e contrasti, evocando la fragilità e insieme la resistenza dell’essere umano. Nei lavori di Gentile, il corpo diventa archivio di esperienze, spazio di stratificazioni, simulacro che custodisce e al tempo stesso cela.

Installazioni, performance e video si richiamano tra loro, delineando un percorso che interroga la nostra relazione con il reale e con il suo riflesso simbolico o digitale. Nei Corpus Memoriae il vuoto assume un ruolo attivo, luogo di possibilità e di risonanza interiore; nei ‘volti’, esposti sotto il camminamento del castello, riemerge l’antica esperienza del simulacro, presenza ambigua e persistente; nella video performance In-Trascendenza il corpo reale e la sua immagine virtuale si sovrappongono, esplorando le soglie del visibile.
Memorie è dunque un attraversamento: un invito a riconoscere come la vita lasci impronte nel corpo e come l’arte possa restituirle in forme nuove, tra memoria e trascendenza.
L’inaugurazione è prevista alle ore 19.30. La mostra, curata da Heidi Mancino, vede la collaborazione di Francesca Amato (allestimento), Gianpaolo Stranci (graphic design), Milo Dionisi (regia), Ali Abdulcadir (montaggio) e la partecipazione della performer Carlotta D’Ambrosio.