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Alloggi popolari in via Israele, Comitato Tufolo-Farina: assemblea per ricorso al Tar

Convocata per giovedì 4 settembre 2025 alle ore 18:30 una assemblea pubblica presso l’area verde di via Israele

CROTONE – Il Comitato Tufolo-Farina ha convocato per giovedì 4 settembre 2025 alle ore 18:30 una assemblea pubblica presso l’area verde di via Israele, con l’obiettivo di discutere le ultime decisioni dell’amministrazione comunale sulla realizzazione di 24 alloggi popolari in via Israele.
All’incontro, aperto a tutti i residenti e simpatizzanti, si affronteranno temi cruciali per il futuro del quartiere: dalla raccolta firme per una petizione popolare al sostegno economico per presentare ricorso al TAR, fino all’organizzazione di una giornata di pulizia dell’area verde.
L’ordine del giorno prevede anche la nomina di un legale di fiducia e la raccolta di segnalazioni e proposte da parte dei cittadini per migliorare la vivibilità del quartiere. Il messaggio del Comitato è chiaro: “La forza è nella partecipazione”.

La decisione del Comune

La polemica nasce da una scelta dell’amministrazione comunale nell’ambito della rimodulazione di Agenda Urbana. Inizialmente, il progetto prevedeva lo smantellamento del ghetto di Acquabona e la distribuzione delle famiglie in vari quartieri della città per evitare nuove concentrazioni sociali a rischio. Tuttavia, la delibera approvata a Pasqua ha spostato parte dei fondi, destinandoli alla demolizione di due edifici a Fondo Gesù e al trasferimento delle famiglie Rom in un nuovo condominio da costruire proprio in via Israele.
Il progetto prevede 24 unità di edilizia sociale, ma l’area individuata risulta, secondo i residenti, vincolata a verde pubblico dal piano di lottizzazione del Consorzio Montedison. Su questo punto il Comitato di Quartiere Tufolo-Farina ha richiesto un parere tecnico agli Ordini professionali, che hanno evidenziato criticità urbanistiche, viabilistiche e normative.

In base a questi rilievi il Comitato ha chiesto al Comune di annullare in autotutela la delibera n. 325 del 10 luglio 2025. L’amministrazione, tuttavia, ha rigettato la richiesta, affermando l’impossibilità di bloccare il progetto per motivi legati ai finanziamenti già attivi. Il Comitato ha quindi scritto al presidente uscente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per ottenere chiarimenti sulla compatibilità urbanistica dell’intervento e sulla corretta gestione delle risorse pubbliche anche in considerazione del fatto che il programma Agenda urbana è gestito dalla Regione Calabria.

Le contestazioni dei residenti

Il Comitato Tufolo-Farina e numerosi cittadini non si dichiarano contrari agli alloggi popolari in sé, ma chiedono trasparenza e rispetto delle regole urbanistiche. Soprattutto c’è preoccupazione per l’aumento del traffico in quella zona, su va Nazioni Unite, che andrebbe ad aumentare il già enorme carico veicolare che si registra quotidianamente
Le principali criticità sollevate riguardano: la destinazione a verde pubblico dell’area; presunti trasferimenti volumetrici illegittimi; la violazione del PRG (art. 19, comma 6) che impone il recupero delle volumetrie nella stessa area; il divieto di edificazione previsto dall’art. 50, comma 2 dello strumento urbanistico; la viabilità insufficiente, aggravata dalla vicinanza con la rotatoria del Palakrò.
“Il diritto alla casa è sacrosanto – spiegano dal Comitato – ma non può realizzarsi a scapito del diritto a un ambiente sano e di una città equilibrata”.

Battaglia legale e civica

Il clima a Tufolo-Farina è di crescente mobilitazione. Da un lato il Comune spinge per portare avanti i lavori degli alloggi popolari in via Israele, dall’altro i cittadini rivendicano il diritto a spazi verdi e alla vivibilità del quartiere.
L’assemblea pubblica del 4 settembre rappresenta dunque un passaggio decisivo: i residenti intendono organizzarsi per difendere l’area e, se necessario, portare la questione nelle aule giudiziarie.
Il messaggio del Comitato è netto: “Il futuro di Crotone non può essere costruito con decisioni unilaterali, ma con il coinvolgimento dei quartieri e nel rispetto dei principi di equità”.