Logo

Temi del giorno:

A Crotone il PAUR impone tensostrutture per la bonifica, ma le prescrizioni non vengono rispettate. Oliverio denuncia i rischi per salute e legalità.

“Il Paur prescrive precise e dettagliate indicazioni tra cui quella di realizzare tensostrutture per lo svolgimento in sicurezza delle operazioni bonifica, finalmente iniziate dopo 5 anni, non viene rispettato”. La denuncia arriva dall’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, che ha previsto nel Piano autorizzatorio unico reginale (Paur) il divieto di smaltire i rifiuti della bonifica del Sin di Crotone in Calabria. Oliverio, che è tra i promotori del comitato Fuori i veleni. Crotone vuole vivere, punta il dito sul tentativo del governo, come ha scritto il Crotonese sull’edizione del 11 agosto, di aggirare con un decreto le recenti sentenze del Tar che hanno confermato la validità del Paur.

Governo irresponsabile

“Nemmeno la sentenza del Tar li ha fermati – scrive Oliverio -. Il Governo nazionale, in modo irresponsabile, si presta alle pressioni di Eni Rewind e prova ad aggirare il PAUR per far risparmiare all’azienda due miliardi di euro di bonifica stimati dall’Ispra, lasciando la comunità di Crotone esposta alla contaminazione di veleni con conseguenze gravi per la salute e la vita delle persone”.
L’ex presidente della Regione Calabria, ribadisce che “si arriva ad annunciare un Decreto Legge per cancellare un provvedimento regionale come il Paur che ha già retto a ricorsi, ordinanze e persino a un decreto ministeriale. Si calpesterebbe cosi il Titolo V della Costituzione e l’autonomia della Regione Calabria, aprendo un conflitto istituzionale senza precedenti”.

Lo stop dell’Ue? Un falso

Seguendo in qualche modo la linea tracciata dagli articoli apparsi su il Crotonese in queste settimane, Oliverio interviene anche sulla questione dello stop dell’Ue al trasporto dei rifiuti in altri Paesi europei: “Si agita lo spauracchio di una direttiva europea: un falso – sentenzia l’ex presidente della Regione -. Quella direttiva, che entrerà in vigore nel 2026, non riguarda i Paesi OCSE come l’Italia né i Paesi membri dell’Unione Europea e, in ogni caso, prevede deroghe per territori senza impianti adeguati come la Calabria”.

Operazione a danno dei cittadini

La assunzione di un Decreto Legge da parte del Governo Nazionale per cancellare il PAUR e magari consentire ad Eni Rewind di lasciare i veleni in Calabria dove non esistono impianti abilitati al trattamento di rifiuti Tenorm, Norm, con tracce radioattive, ecc. sarebbe una operazione palesemente a danno dei cittadini di Crotone ed una ipoteca drammatica sul futuro di un territorio che piuttosto che essere risarcito verrebbe definitivamente condannato allo spopolamento ed alla sofferenza. Contro una simile ipotesi mi auguro che si levi forte l’opposizione delle istituzioni locali e della Regione, delle rappresentanze parlamentari, delle forze politiche e sociali”.

Gestione lacunosa del commissario

Oliverio è particolarmente critico sulla gestione commissariale. Commentando l’intervista al commissario per la bonifica, Emilio Errigo, apparsa su il Crotonese del 26 agosto, Oliverio afferma: “Il Commissario alla bonifica la cui discutibile condotta è stata di fatto bocciata anche dal TAR, farebbe bene a dare un’occhiata al Paur. Si potrebbe rendere così conto di quanto sia lacunosa la organizzazione delle operazioni in corso e potrebbe anche avere contezza dei metodi e delle tecniche da assumere per evitare l’esposizione a rischio determinate da eventi atmosferici come ad esempio il vento. Non a caso, proprio a tal proposito, il Paur indica la realizzazione di tensostrutture per evitare che le polveri vengano trasportate nell’aria”.

Mancanza di controlli

Oliverio evidenzia inoltre la mancanza di controlli effettivi: “Il Commissario Gen. Errigo dovrebbe anche chiedersi perché si continua a mantenere Arpacal senza i mezzi ed il personale necessario per il controllo ed il monitoraggio delle operazioni di bonifica e la convenzione con Sogesid, da lui stesso annunciata qualche mese fa con la destinazione di due milioni di euro, non è stata attivata e resta ferma nei cassetti?”. Non a caso Oliverio ha inviato un video nel quale si vede chiaramente come le polveri prodotte durante lo scavo dei rifiuti vengono portate via dal vento. Da ricordare che le procedure operative prevedono che quando c’è un vento superiore a 5 metri al secondo i lavori si debbano fermare. Con una tensostruttura, come previsto dal Paur, le polveri non andrebbero verso la città ed i lavori potrebbero procedere senza bloccarsi.