Asp Crotone
|Mesoraca, inaugurato il Centro dialisi: cure vicino casa per i nefropatici
Il reparto offre 10 postazioni e un modello di assistenza limitata per garantire sicurezza e continuità terapeutica
MESORACA – È stato inaugurato questa mattina, con il tradizionale taglio del nastro, il nuovo Centro dialisi di Mesoraca, già operativo dalla fine di maggio e oggi presentato ufficialmente alla comunità. Alla cerimonia hanno partecipato il commissario straordinario dell’Asp di Crotone, Monica Calamai, il direttore sanitario Luigi Rossi, il direttore amministrativo Elisabetta Tripodi, il primario di Nefrologia Giuseppe Coppolino e il personale sanitario del reparto.
Il Centro, nei locali ristrutturati di località Campizzi, rappresenta un presidio fondamentale per il territorio: permette ai pazienti nefropatici, spesso anziani e con più patologie, di ricevere le cure necessarie vicino a casa, evitando lunghi spostamenti verso Crotone e contribuendo a ridurre il carico sul capoluogo.
Adesso nefrologia
“Il Centro dialisi di Mesoraca è un punto di riferimento prezioso per una popolazione con età media elevata, ma anche per chi torna nel periodo estivo” ha spiegato il commissario straordinario Monica Calamai. “Ci permette di dare risposte concrete senza sovraccaricare il centro di Crotone. L’obiettivo è proseguire su questa strada, riattivando già da ottobre l’ambulatorio di nefrologia, fondamentale per seguire i pazienti nelle fasi iniziali della malattia e, dove possibile, ritardare la necessità della dialisi”.
Il reparto, con 10 postazioni attive più 2 in area di isolamento, assiste attualmente circa 16-17 pazienti, con una media di 12-13 dializzati fissi. È stato realizzato secondo il modello del Centro ad assistenza limitata (Cal), già sperimentato con successo in altre regioni italiane. La gestione quotidiana è affidata a un’équipe di cinque infermieri formati, con un sistema organizzato di reperibilità medica e la supervisione periodica del primario e di un altro nefrologo.
Verso la telemedicina
“Il Cal di Mesoraca consente di garantire la continuità terapeutica con elevati standard di sicurezza, anche in un contesto di carenza di personale medico” ha spiegato il primario Giuseppe Coppolino. “Gli infermieri sono stati appositamente formati con corsi di BLS-D, per gestire eventuali urgenze fino all’arrivo del 118. La dotazione tecnologica del reparto permetterà anche di sviluppare progressivamente sistemi di telemedicina, rafforzando il monitoraggio e l’assistenza ai pazienti”.


