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Crotone, il Comune mostra le carte ma il comitato resta contrario a nuovi edifici

Anche se ancora in attesa del nuovo parere terzo dei professionisti crotonesi, il comitato civico del quartiere Tufolo-Farina ha già confermato comunque la propria contrarietà alla costruzione dei nuovi alloggi.

CROTONE – Il Comune di Crotone, come promesso e anticipato, ha fornito la documentazione integrativa relativa al lotto di via Israele agli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri, che dopo l’esame dei nuovi documenti potranno fornire un parete tecnico indipendente e aggiornato sul progetto dell’amministrazione per realizzare 24/30 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Il parere ‘terzo’ degli ordini professionali

Però, anche se ancora in attesa del nuovo parere terzo dei professionisti crotonesi, il comitato civico del quartiere Tufolo-Farina ha già confermato comunque la propria contrarietà alla costruzione dei nuovi alloggi. Scrive il comitato di quartiere in una nota diffusa alla stampa, che “le valutazioni già espresse non possono discostarsi rispetto al parere già espresso, poiché l’art. 19 del Prg vigente stabilisce in maniera chiara ed inequivocabile che le volumetrie residue debbano essere recuperate soltanto all’interno della superficie fondiaria originaria e non certo sopra le aree cedute al Comune a titolo di standard urbanistici (verde pubblico e servizi)”.

L’incontro della settimana scorsa

Facciamo un passo indietro. La settimana scorsa, venerdì 19 settembre, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce ha convocato sia i rappresentanti del comitato civico che degli ordini professionali e insieme agli assessori ed ai dirigenti comunali competenti per materia, ha cercato di fugare i dubbi sulla legittimità amministrativa dell’atto d’indirizzo adottato con delibera dalla sua Giunta.

Per approfondire come si è svolto l’incontro si legga l’articolo già pubblicato cliccando qui.

Cosa prevede il progetto e perché si oppongono

Il progetto è quello di costruire palazzine popolari nel quartiere Tufolo-Farina, proprio in via Israele, per ricavarne dai 24 ai 30 nuovi alloggi da assegnare a chi una casa non ce l’ha e l’aspetta da anni.

I cittadini del popoloso quartiere, però, si oppongono, ed hanno anche già manifestato pubblicamente in massa. Una delle critiche sollevate riguarda il fatto che l’area è destinata a verde pubblico e/o servizi a beneficio quindi dei cittadini già residenti che con nuove costruzioni verrebbero meno; tanto più in un’area già fortemente edificata e con già pochi servizi. Inoltre, aumenterebbe ancora il numero dei residenti, sempre in un quartiere sovraffollato e con le strade già molto intasate dove lunghe file di auto incolonnate si formano regolarmente nelle ore di punta.

La questione del vizio di legittimità della delibera

Oltre alle motivazioni di opportunità, che finora non sembrano aver scalfito la posizione dell’Amministrazione comunale, il comitato di quartiere per contrastare la costruzione dei nuovi alloggi ha anche sollevato una questione di legittimità, di cui sarebbe viziato l’atto di indirizzo del Comune. E come terzi, per un parere indipendente, sono stati coinvolti appunto gli ordini degli ingegneri e gli architetti locali, i quali riservandosi di esprimere il loro nuovo parere hanno chiesto al Comune, sempre nella riunione di venerdì scorso, di poter prima accedere ad ulteriore documentazione prodotta dagli uffici comunali durante la procedura amministrativa propedeutica all’adozione della delibera d’indirizzo.

La riunione precedente è stata quindi aggiornata, e dovrebbe essere riconvocata entro la settimana in corso, mentre nel frattempo la promessa del sindaco Voce è stata mantenuta e con un messaggio di Pec (Posta elettronica certificata) l’Amministrazione comunale lunedì 22 settembre ha trasmesso gli atti integrativi richiesti sia ai professionisti che ai rappresentanti del comitato di quartiere.

Il comitato di quartiere conferma la propria contrarietà

Nella nota diffusa stamattina, martedì 23 settembre, dal comitato Tufolo-Farina, si spiega che “alla luce di tali nuovi atti, il comitato ha richiesto ai due Ordini un nuovo parere tecnico indipendente”. Ma subito dopo si aggiunge: “riteniamo tuttavia che le valutazioni già espresse non possano discostarsi dal parere già espresso”; anticipando così che i residenti del quartiere continueranno ad opporsi alle nuove costruzioni di edilizia pubblica.

“L’area di via Israele, infatti, è gravata da vincolo conformativo a verde pubblico e non può essere utilizzata per far valere volumetrie residue maturate da un soggetto privato – si spiega nel comunicato – Insistere su questa scelta espone l’Amministrazione comunale ad un rischio concreto: la perdita del finanziamento di 5 milioni di euro, che potrebbe invece essere salvaguardato individuando una diversa area, già disponibile e idonea, mentre l’area di via Israele è stata una scelta discrezionale dall’Amministrazione comunale senza che questa abbia seguito un percorso di confronto con i cittadini”.

“Il Comitato, nel rispetto dei cittadini, dei residenti e dell’interesse pubblico, continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, auspicando che alla fine prevalga una soluzione conforme alle norme urbanistiche, rispettosa della destinazione dell’area, e soprattutto rispettosa della volontà di una comunità a dir poco disorientata – afferma infine il comitato del quartiere Tufolo-Farina – Per questi motivi confermiamo la nostra ferma contrarietà che faremo valere in ogni sede”.