Kroton Nuoto, viaggio forzato a Catanzaro Lido per potersi allenare. Disagi e diritti negati non frenano l’entusiasmo dei ragazzi
Il gruppo agonisti della Kroton Nuoto costretto a viaggiare a Catanzaro Lido per potersi allenare
La sveglia è puntata di buon mattino. Nonostante sia sabato e la scuola conceda una tregua. Ma c’è un appuntamento che scatena euforia, adrenalina e attesa. Quello che per i ragazzi della Kroton Nuoto significa rientro in una piscina. Sì, regolare, non il mare con onde, meduse e alghe a fare da sgradita compagnia. Ma un impianto pronti ad ospitarlo. No, non è però la piscina olimpionica. Perchè per loro ancora non c’è posto, nonostante l’impegno del primo cittadino e le sollecitazioni che piovano da più parti per un rientro che però tarda a materializzarsi. Ma si va a Catanzaro Lido, luogo pronto ad accogliere il gruppo natatorio crotonese, esaltato all’idea di tornare ad indossare cuffia e occhialini per un semplice appuntamento in piscina. Disposti anche a sorbirsi oltre 150 Km tra andata e ritorno per interrompere un digiuno dalla piscina datato ormai oltre tre mesi. Quelli che hanno avviato e ‘incendiato’ lo scontro tra le due componenti dell’Ati e di fatto estromesso dalla struttura gli atleti tesserati per la Kroton Nuoto.
Settembre è trascorso senza novità di rilievo e, soprattutto, senza allenamenti. Ma la stagione agonistica bussa alle porte e bisogna attrezzarsi. E programmare. Ecco che in vista di un mese di ottobre fatto di pendolarismo e sacrifici, il team ha organizzato per sabato mattina una seduta ‘inaugurale’ nel centro sportivo di Giovino. Grazie all’ospitalità offerta dal presidente della Calabria Swim Race, società catanzarese che ha compreso e accolto le istanze dei colleghi crotonesi garantendo loro la possibilità di una regolare sessione di allenamento.
Il direttore tecnico della Kroton Nuoto venerdì ha raccolto le adesioni del gruppo e una volta constatato una massiccia partecipazione, nonostante alcune defezioni forzate, ha programmato il viaggio per il giorno successivo. Quello che restituirà una parziale normalità a chi l’ha invece persa da mesi. Tanto basta per ricaricare energia ed entusiasmi, consapevoli comunque di una situazione provvisoria e di fortuna, in attesa di liete novelle dalla propria città di appartenenza. Sonnacchiosa e disinteressata di fronte alle sventure di un intrepido gruppo che racchiude bambini, adolescenti e Master.
L’appuntamento è per le 9, tutti puntuali e gioiosi per un’avventura che riparte. Con auto al seguito e quell’adrenalina che contagia. Pronti ad ogni tipo di sacrificio pur di iniettare quel serbatoio che custodisce una passione intramontabile. E ammirevole. C’è anche il paradosso che accompagna la carovana, ovverosia quello di incrociare nel tratto di via Giovanni Paolo II la piscina cittadina, quella a loro preclusa ma regolarmente accessibile agli altri. La scorgono mentre passano con le auto, ripensando al fatto di dover girovagare per la provincia quando l’impianto sarebbe a pochi metri. Ma vabbè.
Un’ora dopo la piccola carovana approda a Giovino, poi via in acqua per una seduta di allenamento che evidentemente riscontra qualche comprensibile ruggine. Del resto il lungo stop incide. Ma l’entusiasmo va oltre la fatica, il sacrificio, il viaggio. I ragazzi si danno il ‘cinque’ al termine del lavoro, con l’auspicio di ritrovarsi in settimana per altre sedute di allenamento. Magari regolari. E se non sarà Crotone a riconcedere loro quel diritto inopinatamente negato (ma ancora per quanto?), sarà ancora Catanzaro ad accoglierli. Laddove forse il senso dello sport e della sua condivisione ha ancora un valore. Quello che a Crotone è stato sepolto da tempo.
“La Kroton nuoto vantava 91 tesserati agonisti nella scorsa stagione – ha commentato il direttore tecnico della Kroton Nuoto Roberto Fantasia in un post sulla pagina facebook del team – Oggi per accedere ad una piscina in tranquillità, dopo 4 mesi in mare, hanno viaggiato trentadue atleti tra esordienti, categoria e master. Tanti non hanno potuto esserci e sono rimasti a casa a piangere. Per noi un questo è un progetto sportivo perso. Al Presidente della Calabria swim race Domenico Gallo esprimiamo la nostra gratitudine più sincera. Ci aspetta un anno difficile, solitamente i km li abbiamo sempre macinati in vasca, adesso lo faremo anche sulle strade. Almeno torneremo a respirare aria di sport con i suoi valori e come sempre ci faremo trovare pronti”.


