Lettera ad Occhiuto
|Freedom Flottilla: appello di Rete 26 febbraio per l’attivista calabrese Vincenzo Fullone
Chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di intervenire per l’attivista calabrese Vincenzo Fullone, fermato con la Freedom Flottilla attaccata da Israele.
C’è anche un attivista calabrese, Vincenzo Fullone, tra i componenti della Freedom Flottilla arrestati illegalmente dall’esercito israeliano. La Rete 26 febbraio ha fatto appello al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, appena rieletto con una valanga di voti, di intervenire presso il governo per tutelare il suo conterraneo.
“Questa notte – scrive la Rete 26 febbraio – le forze israeliane hanno attaccato in acque internazionali la nave Conscience della Freedom Flotilla e le altre 8 imbarcazioni delle Thousand Madleens, che erano dirette verso Gaza, nell’ambito di una missione umanitaria finalizzata a rompere il blocco navale imposto da Israele e a portare aiuti umanitari, soprattutto medicinali, apparecchiature respiratorie, forniture alimentari e nutrizionali”.
Tra i passeggeri della Conscience figura anche Vincenzo Fullone, attivista calabrese, fermato insieme a decine di medici e giornalisti internazionali.
Riguardo a quanto accaduto alla Freedom Flottilla, la Rete 26 Febbraio denuncia che “ancora una volta, si lascia a Israele la possibilità di agire impunemente, di commettere crimini non solo contro i palestinesi, ma anche nei confronti di persone disarmate che navigano pacificamente in mare, rispettando il diritto internazionale”.
Nel comunicato, l’organizzazione lancia “un accorato appello al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto”, riconoscendogli “una profonda sensibilità umana e politica”, affinché “intervenga a difesa del nostro corregionale sequestrato”.
Pur ricordando che “Vincenzo stesso aveva chiesto di non mobilitarsi per lui”, la Rete esprime “sincera preoccupazione per la sua sorte” e invita Occhiuto: “quale presidente di una terra, la Calabria, nota per la sua accoglienza e solidarietà, si faccia portavoce verso il governo affinché siano garantite la tutela, la sicurezza e la protezione nei confronti di Vincenzo, degli altri italiani e di tutti i membri della spedizione, illegalmente prelevati con la forza da uno Stato che, come egli stesso ha ammesso senza difficoltà, sta commettendo un genocidio”.
“Il silenzio – prosegue la nota – non è un’opzione, soprattutto per chi istituzionalmente rappresenta tutti quegli uomini e tutte quelle donne finite nelle mani delle forze israeliane”.
Il comunicato si chiude con un appello diretto: “Presidente, lo faccia per Vincenzo e per tutti i calabresi e le calabresi che continuano a restare umani.”


