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Il questore Panvino: troppa droga in giro, è tempo di tornare ad alzare la guardia

Nei primi nove mesi del 2025 la Questura di Crotone ha segnalato 256 persone per uso personale di droga e arrestato 38 per spaccio, sequestrando oltre 4 kg di stupefacenti. Il questore Panvino lancia l’allarme: “Il fenomeno è trasversale e sottovalutato, serve la collaborazione dei cittadini per combatterlo”.

Dal primo gennaio al 30 settembre 2025 la Questura di Crotone ha segnalato alla Prefettura 256 persone per uso personale di sostanze stupefacenti. La media è quasi quella di uno al giorno. A questi si aggiungono altre 69 persone deferite all’autorità giudiziaria per reati connessi all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ci sono poi 38 arresti per spaccio di droga.

A fornire i dati è il questore di Crotone, Renato Panvino, il quale con lucidità, numeri alla mano, fa osservare che questa rappresenta solo la fetta emersa del florido mercato rappresentato a Crotone in materia di stupefacenti. “Resta la parte di persone che non abbiamo preso, ne dobbiamo essere consapevoli e lo siamo, infatti, abbiamo intensificato notevolmente tutta l’attività di controllo sul territorio. Sono state 379 le perquisizioni, 56.987 le persone controllate e 35.253 i veicoli. Non siamo fermi, abbiamo un quadro molto chiaro della situazione, ma per essere veramente efficace la nostra azione, abbiamo bisogno del contributo dei cittadini, i quali devono finalmente capire che questa battaglia, per il bene dei nostri figli, di questa città, va combattuta insieme. Probabilmente il fenomeno a livello culturale negli ultimi anni viene sempre più sottovalutato, è un grande errore, si conoscono sempre meno gli effetti, il danno che l’uso delle droghe comporta. È tempo di tornare ad alzare la guardia”.

Tanti i sequestri della Questura di sostanze stupefacenti negli ultimi mesi: solo da gennaio a maggio 1.300 kg di marijuana, mezzo kg di hashish, 1 kg di cocaina… In totale al 30 settembre la Questura ha sequestrato 4.253,05 grammi di stupefacenti. “Questi numeri sono indicatori di un mercato fiorente – dice il Questore – per dare un’idea possiamo dire che solo per la cocaina quello sequestrato è un patrimonio di circa 250 mila euro. Chi commercia la droga ha un margine di guadagno altissimo, che è per tre o addirittura quattro volte il valore di partenza, proprio perché la sostanza poi viene tagliata, molto spesso rendendola ancora più dannosa per chi ne fa uso. Ovviamente tutto questo guadagno non va a chi spaccia, che solitamente viene usato e sfruttato dall’organizzazione criminale, quello che tra l’altro si assume più rischi, il vero guadagno è di chi gestisce il mercato”.

Il questore Panvino spiega che oggi una dose di cocaina si acquista ad un prezzo che si aggira tra i 20 e i 30 euro al grammo, in alcuni casi, per la sostanza peggiore, anche meno. “I prezzi più bassi fanno si che il fenomeno riguardi trasversalmente tutti i ceti sociali dai professionisti ai disoccupati e, purtroppo – aggiunge – anche tutte le età. L’utilizzo è talmente diffuso e ormai sdoganato che con riferimento ai giovani si autoalimenta grazie all’emulazione. Il gruppo fa la sua parte, ma ormai si emulano soprattutto i social. I ragazzi sono troppo abbandonati a loro stessi, la famiglia è molto assente e cercano altri modelli da emulare, ci si identifica con la cultura del bar, quella in cui devi apparire e dimostrare di essere sempre brillante, euforico”.

Se la cocaina è molto più diffusa rispetto al passato, non perde terreno nemmeno la cannabis. “Ormai – dice il questore – la si può trovare ovunque. A Crotone si commerciava con estrema disinvoltura fino a poco tempo fa, ma possiamo dire che ora qualcosa sta cambiando. Ad esempio, magari i cittadini lo hanno notato, non ci sono più i fuochi di artificio che  annunciano l’arrivo della droga. Questo perché siamo intervenuti: la squadra Mobile ha deferito gli autori dei fuochi all’autorità giudiziaria e il Questore ha emanato l’avviso orale. Abbiamo intensificato l’attività di controllo sui quartieri”.

Il Questore è ben consapevole del fatto che a Crotone esistono posti simbolici, noti a tutti per lo spaccio. Conosciamo la fama di posti come Fondo Gesù, Acquabona, il centro storico… ma ci tiene a sottolineare che “non si deve cadere nei luoghi comuni, perché la droga a Crotone è un fenomeno trasversale anche ai quartieri, l’attenzione va tenuta alta ovunque: abbiamo sequestrato molta valuta figlia dello spaccio di stupefacenti in punti diversi della città. Posso dire – spiega –  che anche nei posti in cui ce lo si aspetterebbe di meno vediamo gente arrivare sia con macchine molto grandi o in bici per rifornirsi di stupefacente. È un’immagine molto triste. Certo è che i nostri riflettori sono accesi sulla città e su tutta la provincia”.

A preoccupare il Questore, al di là del mercato illecito, sono le conseguenze che inevitabilmente l’uso di stupefacenti determinano in termini di reati e, soprattutto di sicurezza pubblica. “La maggior parte delle irregolarità, per esempio, alla guida sono commesse da persone in stato di alterazione. La questura nei primi nove mesi del 2025 ha perseguito 605 violazioni al codice della strada. Quando si verifica violenza domestica, quasi sempre uno dei due coniugi è in uno stato alterato della personalità. Un soggetto che non è padrone del suo corpo rappresenta un pericolo per sé e per gli altri”.

La consapevolezza del pericolo aumenta durante l’estate. “Con l’affluenza di turisti, l’attività più intensa dei locali notturni e l’intensificazione della circolazione stradale –  spiega Panvino – i mesi estivi hanno rappresentato un momento di maggiore vulnerabilità.  Per questo abbiamo messo a punto un programma operativo variabile in base alle segnalazioni e a dati raccolti sul territorio. Gli interventi sono stati calibrati quotidianamente sulla base di uno studio scientifico, sono aumentati del 40% e aumenteranno ancora, ho portato questa esigenza al Governo ed è stata accolta. La presenza delle forze dell’ordine per contrastare il commercio illegale e l’uso degli stupefacenti è indiscussa, ma abbiamo bisogno che anche la cittadinanza collabori”.