Erosione costiera a Torretta, Regione immobile il lungomare continua a crollare
Progetto finanziato contro l’erosione costiera nella frazione di Torretta è fermo da oltre 10 anni alla Regione Calabria. Il sindaco scrive ad Occhiuto
TORRETTA DI CRUCOLI – Dieci anni di attesa e promesse ancora sospese. A Torretta di Crucoli, la comunità costiera vive nell’incertezza mentre si attende dalla Regione Calabria il decreto di liquidazione di un progetto finanziato oltre un decennio fa per contrastare l’erosione del litorale. Un progetto concepito per proteggere l’abitato e il lungomare, ma rimasto sulla carta e diventato probabilmente vecchio e non più adeguato mentre il mare avanza senza tregua.
Ultimi cedimenti
La cronaca degli ultimi giorni racconta ciò che le carte non sono riuscite a fermare. La mareggiata del 2 ottobre scorso ha provocato il crollo parziale della villetta ex Ottagono, una delle strutture realizzate dopo il crollo di uno dei lidi storici avvenuto alla fine degli anni 90 quando sono iniziati i problemi con l’erosione.
Parte della villetta, che si affaccia direttamente sul mare, è crollata sotto la forza delle onde e nulla hanno potuto i massi di protezione. L’acqua si è infiltrata ed ha portato via il supporto del terrapieno facendo crollare la pavimentazione.
Lidi abbattuti
Non è un episodio isolato. Solo pochi mesi fa, sempre a causa dell’inesorabile arretramento della linea di costa, si è dovuto procedere all’abbattimento dello storico lido Serenella, che a causa delle mareggiate era pericolante fin dal 2020. Attualmente altre due strutture balneari – nella zona centrale del lungomare – risultano in serio pericolo, segno di un territorio che si sgretola mentre i procedimenti amministrativi alla Regione Calabria si arenano. La situazione è così grave dalla primavera scorsa permane il divieto di accesso alla parte centrale della spiaggia.
Lettera ad Occhiuto
Di fronte a questa emergenza, il sindaco di Crucoli, Cataldo Librandi, ha deciso di scrivere una lettera al Presidente della Regione Calabria, indirizzandola anche al Dipartimento ambiente, paesaggio e qualità urbana (Ing. Salvatore Siviglia) e al Dipartimento lavori pubblici e difesa del suolo (Responsabile Giuseppe Iritano).
Nella missiva, Librandi parla senza mezzi termini di “grave pericolo per la pubblica incolumità” e denuncia una situazione ormai divenuta insostenibile per l’erosione costiera a Torretta.
“Le mareggiate hanno ridotto la spiaggia pubblica e compromesso la stabilità della massicciata a ridosso del lungomare», scrive il sindaco, ricordando che l’area centrale di Torretta è priva di qualsiasi protezione, a differenza dei tratti nord e sud già difesi da barriere sommerse. Il Comune, infatti, ha realizzato nel luglio 2024 il lavoro di rifioritura delle barriere sul lato nord di Torretta (circa 450 metri).
Finanziamenti fermi
Il primo cittadino sottolinea come, nonostante i finanziamenti assegnati e i lavori annunciati, l’intervento da 240 metri di barriere protettive non sia mai partito. Un immobilismo che dura da dieci anni e che oggi rischia di trasformarsi in tragedia. Librandi avverte: un ulteriore cedimento potrebbe compromettere anche i sottoservizi essenziali, inclusi il collettore fognario e le vasche di sollevamento poste a ridosso del muro costiero.
Le richieste del sindaco
Librandi rivela ad Occhiuto di aver avuto vari incontri alla Regione da marzo 2025 con u tecnici che si occupano del progetto dai quali aveva avuto risposte rassicuranti: “I lavori sono in prossimità di iniziare, ma dopo l’ultimo incontro a fine settembre, ho appreso che i lavori a causa di problemi tecnico/amministrativi di difficile soluzione non inizieranno prima dell’anno prossimo ed aggiungo inoltre che il progetto presenta sicuramente gravi criticità visto che sono passati ben 10 anni”.
Da qui le richieste alla Regione: Intervento urgente per sbloccare i lavori già finanziati; Attivazione immediata della Protezione Civile in stato di preallerta; Nuovi fondi per completare le opere di difesa costiera, stimate in circa 3 milioni di euro.
Il tono della lettera è quello di chi non chiede più promesse, ma responsabilità: «Il Comune non dispone dei fondi necessari e può solo sperare che non arrivino altre mareggiate». Ma l’inverno è alle porte, e con esso la paura di nuovi crolli.


